Acqua, la gestione sarà pubblica

01.04.2019

 

CUNEO -  Una gestione tutta pubblica per i prossimi 30 anni del ciclo idrico integrato. Dopo anni di spaccature territoriali, polemiche, ricorsi alla giustizia, l’Autorità  d’ambito dell’acqua (Ato in sigla, l’ente di governo del ciclo idrico) ha approvato mercoledì la delibera per l’affidamento a una società unica, consortile, di proprietà dei Comuni. Si occuperà di tutto il ciclo idrico, dalla captazione alla distribuzione fino allo smaltimento delle acque, per 247 Comuni della Granda, pari a quasi 600 mila abitanti, 70 mila imprese, per una superficie maggiore dell’intera Liguria. L’affidamento è stato assegnato alla società consortile Cogesi che riunisce le quattro società pubbliche presenti oggi sul territorio: Acda (serve oltre cento centri dal Saluzzese a Ceva, passando per Cuneo e valli, copre la metà del territorio provinciale), Calso, Sisi e Infernotto Acque. Dal 1° luglio 2019 saranno 153 i Comuni che passeranno a gestione pubblica e poi, a fasi successive ed entro il 2021, entreranno a far parte della società anche tutti i restanti centri. Alla Conferenza d’ambito, che si è svolta in Provincia a Cuneo sotto la guida della presidente Bruna Sibille (assente per impegni istituzionali il presidente della Provincia Federico Borgna), c’erano 22 rappresentanti dei territori e Unioni montane. Dopo due ore di dibattito la delibera è stata approvata con il 76,4% dei voti ponderati in base a popolazione e territorio, contrari Monregalese, Roero, le due Unioni montane Mondolè e Montis Regalis, astenuta la zona del Saviglianese. Nell’ultimo anno c’erano stati cinque ricorsi, presentati da gruppi di Comuni e società private, al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma e al Tar Piemonte, ma non è mai arrivata la sospensiva dei provvedimenti dell’Ato. Quello dell’acqua è un settore strategico, con un fatturato di 80 milioni di euro l’anno e con gli investimenti sono ripagati dalla bolletta di famiglie e imprese. Il Piano d’ambito prevede ricavi per 2,4 miliardi in tre decenni, con investimenti per 722 milioni di euro. Bruna Sibille la presidente dell’Autorità: “In tante occasioni le assemblee dei sindaci hanno dato indicazioni chiare e a larga maggioranza sulla volontà del territorio. Siamo stati determinati, in un procedimento lungo e articolato, salvaguardando tutti i posti di lavoro del settore. Il vantaggio della nuova società? Gli utili sono tutti reinvestiti nel servizio, secondo un piano trentennale ambizioso, che garantisce investimenti doppi risepptto al passato”. Nel dibattito in Provincia Roberto Colombero dell’Unione montana valle Maira ha detto: “Solo due anni fa era inimmaginabile e utopistico questo risultato. La politica ha fatto il suo dovere”. Enrico Faccenda sindaco di Canale e rappresentante del Roero ha parlato di “procedura inappropriata” mentre Guido Lerda, assessore del Comune di Cuneo ha aggiunto: “C’è stata una volontà chiara, netta e precisa di andate verso la gestione pubblica dell’acqua affidata a una società di proprietà dei Comuni”. Anche l’assessore di Fossano Vicenzo Paglialonga ha parlato di “percorso condiviso” mentre Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana ha aggiunto: “Fondamentale che la gestione sia stata affidata a un ente terzo, senza fini di lucro”. Inaspettato è arrivato il no di Mondovì e all’unione Montis Regalis. Il sindaco di Mondovì Paolo Adriano ha detto: “Sono convintamente a favore di un gestore pubblico e in house, ma resta la carenza dei requisiti del controllo sulla società”. La questione è stata presentata all’Anac, l’ente nazionale anticorruzione. Giuseppe Giuliano, direttore dell’autorità d’ambito, l’ente di governo del ciclo idrico, ha parlato di “scelta epocale”, perché Cuneo arriva tra le prime province in Italia a questa decisione visto che le precedenti gestione sono scadute da due anni. La società unica sarà operativo su tutto il territorio dal 2021, dopo che ci saranno i passaggi burocratici per pagare il valore residuo e liquidare gli attuali gestori. Soldi che saranno sborsati dalla nuova società e non dai Comuni. Il comitato Acqua bene comune ha espresso “soddisfazione per il voto” ricordando che “come sosteniamo da anni, la trasparenza degli atti e la partecipazione dei cittadini sono garanzia indispensabile per la gestione democratica dell’acqua”.      Lorenzo Boratto

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