Primarie Pd: 28 seggi in Granda, vince Zingaretti con 76% dei consensi

04.03.2019

 

 

CUNEO - Domenica anche nei 28 seggi allestiti dal Partito democratico in provincia di Cuneo si è votato per le primarie “aperte” a iscritti e simpatizzanti: nella Granda. come altrove in Italia, ha ottenuto i maggiori consensi il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, con 5.298 voti (67,09% delle preferenze). Seguono il segretario uscente Maurizio Martina (1.749 voti, 22,15%, era sostenuto da parlamentari e consiglieri regionali in carica) e ancora il parlamentare Roberto Giachetti (850 voti, 10,76%). In totale in provincia hanno votato in 7.958, risultato oltre le aspettativa ma inferiore alla media nazionale. Zingaretti è risultato primo in tutti i seggi, con percentuali tra il 50 e l’80%  e tra le sette sorelle il risultato più basso è stato quello di Bra (con Cuneo e Saluzzo ampiamente sotto il 70% dei voti a favore). Si votava dalle 8 alle 20, seggi aperti a chiunque avesse più di 16 anni e di doveva pagare un contributo di due euro. In provincia nella lista a sostegno di Zingaretti c’erano l’ex ministro del lavoro (cuneese d’origine) Cesare Damiano, Patrizia Manassero (vicesindaco e assessore a Cuneo), Paolo Tesio, Maria Grazia Marchetti e il consigliere comunale di Cuneo Simone Priola. Il voto di domenica ha di fatto aperto la campagna elettorale: a fine maggio sarà chiamati al voto tutti i cuneesi, per tre diverse tornate elettorali.  Si vota per rinnovare il parlamento europeo, ed è l’unica data certa: si voterà in tutta Europa (27 Stati membri e per questa volta non ci sarà il Regno Unito per la Brexit) dal 23 e il 26 maggio a seconda delle abitudini elettorali. In Italia il voto sarà domenica 26, probabilmente unito in un “election day alle altre due elezioni, le regionali e le Comunali (che interessano solo una parte dei residenti). Ma per le elezioni europee tutti i Paesi inizieranno lo spoglio dei voti insieme: alle 23 di domenica notte, appena chiusi i seggi. Nel cuneese solo il giorno dopo, al pomeriggio, inizieranno gli scrutini di assemblea regionale ed, eventualmente, Comune. 

Quando il ministero dell’Interno fisserà l’eventuale “election day” inizieranno le procedure di revisione degli elenchi elettorali e la “raccolta” dei documenti dei candidati nei diversi Collegi e Sezioni, in genere tra 30 e 45 giorni prima della data del voto. Saranno chiamati a votare circa 496 mila residenti in provincia di Cuneo, inclusi anche centinaia di cittadini dell’Unione europea. 

Per le elezioni regionali semprano definiti i principali candidati dei tre schieramenti, a meno di sorprese ulteriori nei prossimi giorni: per il centro sinistra il presidente uscente Sergio Chiamparino, esponente Pd ed ex sindaco di Torino; per il centro destra sono ormai sciolte le riserve per Alberto Cirio (albese, oggi parlamentare europeo di Forza Italia) mentre per il Movimento 5 Stelle ci sarà l’attuale consigliere regionale Giorgio Bertola, torinese. Il M5S è l’unica forza politica che che ha già anche stabilito chi saranno i candidati per un seggio a palazzo Lascaris a Torino, dopo le “regionarie” sulla piattaforma Rousseau che si erano svolte a ottobre con 1.875 votanti in tutto il Piemonte: per la provincia sono Mauro Campo (consigliere regionale uscente), Ivano Martinetti, Lorenzo Pallavicini, Lauretta Maria Dicanio ed Emmanuel De Conno. Al voto anche 179 Comuni della provincia di Cuneo, su 247, dopo le fusioni tra sei centri, diventate effettive dal primo gennaio scorso: Valmala fusa per incorporazione con Busca e Castellar con Saluzzo sono chiamate al voto a fine maggio, mentre l’altra fusione (Santo Stefano Belbo e Camo) non prevede il rimnovo di sindaco e consiglio  in questa tornata.  

Sono solo quattro i Comuni chiamati a esprimersi con una popolazione superiore a 15 mila residenti: Alba, Bra, Fossano e Saluzzo. In caso che nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta dei voti al primo turno ci sarà il ballottaggio, due settimane dopo  e solo tra i due candidati più votati. In questi centri si eleggano il sindaco e 16 consiglieri.  Nelle altre città  paesi , invece, è proclamato eletto il candidato con il maggior numero di voti. Il ballottaggio è possibile anche in caso di pareggio: una eventualità che solo apparentemente è improbabile e ha tanti precedenti anche in provincia (l’ultimo caso tre anni fa a Narzole). Si voterà con tre metodi diversi nelle tre tornate elettorali. Solo nelle comunali c’è l’esigenza del quorum, ovvero che votino la metà più uno degli aventi diritto, ma solo solo nel caso in cui venga presentata un’unica lista. Dei Comuni al voto ce ne sono tre commissariati: Sambuco (dopo le dimissioni a sorpresa di Giovanni Battista Fossati), Roburent (il sindaco Fabrizio Nugnes si è dimesso a novembre, motivi di salute) e Demonte (dopo le dimissioni di Laura Porracchia a gennaio a causa delle dimissioni di cinque consiglieri della maggioranza). Altri tre comuni sono invece retti dal vicesindaco: si tratta di Sanfrè (il primo cittadino Gianmario Racca ha l’interdizione temporanea dai pubblici uffici da un anno), Oncino (il sindaco Mario Bianchi era morto in estate) e Viola (anche in questo caso si tratta del decesso di Gian Carlo Rossi).

Le “quattro sorelle” dove si vota sono tutte a guida Pd: due sindaci non possono ricandidarsi dopo due mandati (Maurizio Marello per Alba e Bruna Sibille a Bra), a Saluzzo il sindaco Maurzio Calderoni ha annunciato la sua ricandidatura mentre Davide Sordella di Fossano ha rinunciato dopo 5 anni per “motivi personali”. 

I candidati certi: per il centrosinistra Olindo Cervella ad Alba, Gianni Fogliato a Bra e Paolo Cortese a Fossano; la Lega vorrebbe Osvaldo Bellino a Saluzzo; per Forza Italia Carlo Bo ad Alba, Federico Dellarossa a Bra, Gianfranco Dogliani a Fossano. Per il Movimento 5 Stelle Giorgio Degiorgis è candidato ufficiale ad Alba, Ilaria Riccardi a Fossano.

Lorenzo Boratto

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