Presentati gli ultimi restauri nella Sala delle Alleanze al Museo Casa Cavassa

25.02.2019

 

 

SALUZZO - Un’altra luce accoglie i visitatori di Casa Cavassa nella cosiddetta “Sala delle Alleanze” dopo gli interventi di restauro portati a termine nei mesi scorsi dalla ditta Tempore Studio e Doneux e Soci. I lavori hanno riportato alla luce i colori dei dipinti e degli intonaci parietali, del fregio e del soffitto ligneo. Un intervento reso possibile grazie al contributo della Fondazione Crs da 40 mila euro e attraverso cui si concludono i lavori di recupero del piano terreno del Museo Casa Cavassa.

 

Prima...

La sala presentava sulle pareti neutre una tinteggiatura sintetica, non traspirante, presumibilmente realizzata tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del Novecento. Il che aveva peggiorato lo stato di conservazione soprattutto della parete confinante su Via San Giovanni: nella zona inferiore erano presenti i danni causati da una forte umidità di risalita che per decenni aveva agito sulla pellicola pittorica e sull’intonaco, rendendo quasi illeggibili alcune porzioni del fregio. Per quanto riguarda il soffitto, invece, oltre ad un intervento di pulitura e di antitarlo, è stato necessario innanzitutto procedere con la rimozione del materiale presente nei vani interni, cioè detriti costituiti da sabbia, terra e materiali vari, e con la successiva stuccatura e sigillatura dei giunti e delle fenditure, per evitare la caduta di materiali ancora presenti. Ricordiamo che la sala è appunto detta “delle alleanze” per la decorazione del fregio dipinto a chiaroscuro su fondo azzurro o rosso in cui sono inseriti gli stemmi che alludono alle alleanze matrimoniali dei Cavassa. Il fregio, così come la cornice dipinta del camino, risale all’inizio del XVI secolo ma, come per la maggior parte delle decorazioni pittoriche dell’edificio, entrambi sono stati oggetto dell’intervento di restauro di Giacomo Canova, databile agli anni 1889-1890. Il soffitto ligneo della sala, sorretto da quattro travi passanti su modiglioni, è privo di decorazioni. Costruito tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo è stato oggetto di interventi alla fine del ‘800 e agli inizi del ‘900.

 

... e dopo

Tempore Studio si è occupata del restauro del fregio e delle pareti già oggetto appunto di un precedente restauro del XIX secolo: “ Siamo intervenuti laddove i dipinti erano coperti da tinteggiature di fine ‘800 - ha spiegato Concetta Brancato - e dove vi avevano già lavorato diversi artisti come Giacomo Canova. Ci siamo comunque resi conto che la parte cinquecentesca era tanta, mentre di ottocentesco era rimasto proprio poco. All’epoca era stato comunque fatto un buon restauro. Il grosso del lavoro è stato liberare le pareti dai colori acrilici moderni che le soffocavano. Abbiamo tolto anche parte delle macchie che erano state appositamente realizzate per dare un aspetto più antico, in modo da far respirare di più l’ambiente. Abbiamo volorizzato anche il fregio in questo modo. Sopra il camino, di realizzazione ottocentesca, durante il restauro abbiamo trovato le tinteggiature di una parte di inizio di una cappa, il che fa ipotizzare che nel ‘500 non ci fosse una struttura, ma fosse comunque stata dipinta. Sul fregio antico molto bello abbiamo poi fatto un intervento pittorico minimo. Abbiamo abbassato alcune zone con colori neutri per valorizzare l’originale. Sempre sul fregio abbiamo un piccolo sospetto che vi sia una parte antecedente all’intervento del Cinquecento. Abbiamo ipotizzato che sullo stesso intonaco sia stato dato un grigio di fondo e poi aggiunto ombre e luci, infine le pareti policrome a secco. Con un’abilità molto particolare e molto tenace, hanno usato colori che non si utilizzano nemmeno nell’affresco. Abbiamo poi trovato anche un archetto, tamponamento di una finestra quattrocentesca poi chiusa”. “Pulendo le superfici abbiamo poi trovato due curiosità, un po’ enigmatiche. Nel riquadro centrale del fregio, al di sotto dello stemma dei Cavassa si intravedono le incisioni di un altro stemma sottostante che come linee fanno pensare a una chiesa. Nella parete del camino, invece abbiamo trovato un altro stemma Cavassa da cui si intravedono le zampe di un animale, forse un cavallo. Anche qui il dubbio è vi fosse uno quattrocentesco rimosso o che sia una modifica fatta nell’Ottocento, ma è ancora presto per dirlo. Le pareti sono state tutte ripulite, anche se erano state già scrostate all’epoca ottocentesca, e messe a posto come tonalità”. Il criterio utilizzato dalla ditta è stato comunque quello di mantenere evidenti tutte le fasce di intervento, da quelli del Cinquecento, fatti all’epoca dell’acquisto di Cavassa, a quelli dell’Ottocento programmati dal Tapparelli. Come le pareti anche il soffitto ligneo della Sala delle Alleanze era già stato oggetto di un precedente intervento. “Abbiamo eliminato le tracce di restauri precedenti - ha commentato Federico Doneux della Doneux e Soci -. Il soffitto ligneo non era omogeneo e il materiale era stato soggetto agli attacchi degli insetti. Attraverso un’operazione di pulitura abbiamo rimosso tutti i materiali di restauro, abbiamo consolidato e trattato ad hoc il legno. Nel mentre ci eravamo trovati ad avere molte macerie dal soffitto che abbiamo provveduto ad aspirare. Ci siamo occupati della chiusura delle fessure e abbiamo rimpatinato la superficie per renderla omogenea. Per quanto riguarda la parte ad intonaco l’abbiamo rimossa e ridipinta. Al termine abbiamo dato la cera e lucidato il tutto”.

 

Alla riapertura della sala presente anche il sindaco Calderoni: “Un intervento che dimostra il grande rapporto tra città Saluzzo e la Fondazione Crs con cui stiamo lavorando sfruttando l’art bonus. Oltre che con la Fondazione Crs, lo abbiamo fatto anche con altre realtà economiche locali. Vuol dire che dove c’è spinta propulsiva e opportunità tramite nuovi strumenti si possono realizzare interventi che riqualificano la nostra città”. “A Casa Cavassa - ha aggiunto l’assessore Roberto Pignatta -. c’è una continuità di sostegno importante da parte di Crs. E’ un cantiere sempre aperto perché richiede costanti interventi e accorta manutenzione. Il piano terreno del Museo è terminato per il momento, ma ora dobbiamo pensare ai piani superiori che richiederanno interventi anche urgenti”.Chiara Gallo

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Please reload

Archivio

Please reload

Categorie

  • White Facebook Icon

MAIL. redazione@saluzzoggi.it  |  TEL. 0171 690417

© 2017 by Saluzzo Oggi - P.I. 11180650019.

This site is proudly made in alternativeADV

Testata Saluzzo.png