Cuneo Asti: al via la maxi mobilitazione

18.02.2019

 

 

CUNEO - Martedì mattina (26 febbraio) ci sarà la manifestazione di sindaci, rappresentanti di categorie, sindacati: un sit-in a Cherasco, in cima alla salita del Beroglio, la zona dove si concentra molta parte del traffico, soprattutto pesante, che dovrebbe viaggiare su un tratto di autostrada che non c’è. Mancano due lotti per 9,5 km totali, gli ultimi, che restano “sospesi” da 7 anni. Non sarà bloccato il traffico – questa la rassicurazione – , ma sarà l’inizio di una contestazione molto poco “sabauda” nei modi. Dal giorno dopo infatti scatterà un “presidio permanente” davanti alla Prefettura di Cuneo in via Roma e dal 26 marzo ci si sposterà direttamente a Roma, sotto la sede del ministero a Trasporti e Infrastrutture guidato da Danilo Toninelli. Il territorio chiede che l’autostrada si faccia e in fretta. Le tappe della protesta sono state decise venerdì scorso in un appuntamento a Cuneo al Centro incontro, con oltre 50 tra parlamentari, sindaci soprattutto albesi e rappresentanti di associazioni produttive e di categoria. Una riunione convocata da tempo nello stesso giorno in cui, al mattino, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva informato con un lancio Ansa che a Bruxelles era stato presentato “un piano alternativo” per completare l’autostrada (ma senza ulteriori dettagli). Informazione che non ha tranquillizzato i presenti, anzi. Il presidente della Provincia Federico Borgna ha spiegato a chi era presente: “Non ci interessa come, ma i 9,5 km di autostrada che mancano dal 2012 vanno finiti: sono un credito che questo territorio vanta non verso un Governo o un altro, ma verso lo Stato nel suo insieme. Un ritardo che costa economicamente, ma anche da un punto di vista ambientale e di sicurezza”. Il sindaco di Alba Maurizio Marello ha ripercorso assai criticamente 40 anni di storia dell’opera, tra annunci e un percorso insoddisfacente, interventi della magistratura, bandi e assegnazioni, prezzi raddoppiati, ri-affidamenti e ri-progettazioni, tunnel sotto il Tanaro e dentro la collina di Verduno prima proposti e poi bocciati perché “faraonici”, opere complementari promesse (come il terzo ponte sul Tanaro ad Alba) e accordi con i concessionari “a cui noi qui non siamo abituati, perché siamo troppo onesti”. Ancora Marello: “Guardando agli ultimi 4 decenni di storia viene inevitabilmente il sospetto che tutta la situazione non sia da collegarsi all'incuria, al mancato controllo di Anas e ministero, contro cui sono stati duro in passato come contro il concessionario, ma piuttosto a un disegno per non realizzare l’opera. Toccare la convenzione vorrebbe dire mettere la parola fine al progetto”. Poi interventi di Bruna Sibille sindaco di Bra (“Situazione kafkiana”), Ferruccio Dardanello della Camera di Commercio (“Ricordo la giornata allucinante in cui il 26 settembre il ministro Toninelli ci accolse a Roma dicendo che era tutto pronto e non dovevamo preoccuparci: con questa vicenda siamo la barzelletta d’Italia”), Francesco Balocco assessore regionale ai Trasporti, i rappresentanti di Patto per lo sviluppo (il presidente Luca Crosetto ha detto “non possiamo più raccontarci storielle: stiamo rischiando seriamente il futuro delle nostre aziende, che non hanno il passo della politica e soprattutto non devono averlo”), Astra, Fai Service, Tavolo delle autonomie di Langa e Roero, parlamentari di opposizione (i senatori Mino Taricco e Marco Perosino, la deputata Chiara Gribaudo). Infine la rassicurazione del consigliere regionale 5 Stelle Mauro Campo, unico presente tra le forze politiche di maggioranza e contestato in parte dai presenti, che ha rassicurato che si sta lavorando a una soluzione e “presto” inizieranno i lavori, senza fornire precisazioni o date o possibili soluzioni per trovare i fondi. Intanto sabato alle 10,30 in sala San Giovanni a Cuneo sono attesi l’ex ministro Graziano Delrio (che aveva ottenuto dall’Unione Europea l’approvazione del cross financing per trovare i 350 milioni di euro necessari per finire i 9,5 km dei lotti albesi fermi dal 2012) e il presidente della Regione Sergio Chiamparino: si tratta di un appuntamento del Pd organizzato per parlare di infrastrutture, soprattutto l’A33. Lorenzo Boratto

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