Asti - Cuneo: la Granda si mobilita perchè si finiscano i 9,5 km. Protesta e presidi a Cherasco, poi sotto la Prefettura a Cuneo e ancora a Roma

11.02.2019

 

 

 

CUNEO - Il ministro a Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli sta lavorando a una soluzione per concludere la Cuneo-Asti, ma le rassicurazioni che si seguono da mesi non bastano alla Granda che sta pianificando una serie di proteste eclatanti. Il 5 febbraio è stata spedita dalla Provincia una lettera d’invito ai 247 sindaci del territorio (si sono ridotti dopo la fusione di sei Comuni) e a tutte le associazioni produttive e di categoria: appuntamento per venerdì (15 febbraio), alle 17, al Centro incontri. Obiettivo: definire nel dettaglio il “cronoprogramma” della mobilitazione del territorio, con iniziative locali e nazionali. Come a dire: “Siamo stufi e come avevamo anticipato a novembre nel presidio davanti alla Prefettura di Cuneo ora protestiamo con iniziative eclatanti”. Il presidente della Provincia Federico Borgna aveva anticipato ai consiglieri provinciali le prossime tappe: il 26 febbraio ci sarà una manifestazione a Cherasco dal casello autostradale, il 26 marzo inizierà un “presidio permanete” sotto la Prefettura di Cuneo che, dopo un mese, si sposterà a Roma sotto la sede del ministero delle Infrastrutture. Le iniziative sono da condividere con tutti i sindaci e le associazioni, oltre ai tanti (imprenditori e rappresentanti delle istituzioni ad esempio) che si mobilitati in questi anni. La data del 26 è simbolica, come spiega Borgna: “Era il 26 settembre 2018 quando il ministro Toninelli incontrò a Roma una delegazione cuneese, spiegando che non ci sarebbero stati intoppi per concludere l'opera. Ci disse: “L’autostrada si fa, a condizioni migliori di quelle fissate da chi mi ha preceduto”. Da allora non abbiamo mai attaccato, ma sempre aspettato. Chiederemo a Toninelli solo di essere leale, rispettare gli impegni presi. L’A33 non è un problema di Cuneo, di Alba o di Asti, ma di tutto il Nord Ovest. Il messaggio è: il Governo scelga l’opzione che ritiene migliore, ma faccia in fretta”. Non solo: il 26 di ogni mese Borgna scrive una lettera appello sui social al ministro alle Infrastrutture, perché ogni mese che passa costa al sistema economico provinciale - come è stato calcolato da alcune associazioni - 10 milioni di euro. Borgna lancia i suoi appelli anche per ricordare che manca una risposta da mesi a chi chiede di concludere l’opera di cui mancano appena 9,5 km, per un costo stimato di 350 milioni e con i terreni per il primo tratto da Cherasco verso Asti già espropriati. Da ricordare che l’A33 è “sospesa” ormai dal 2012. La posizione di esponenti di Pd e amministratori locali non è mai cambiata: i cantieri potrebbero iniziare subito grazie al cross financing ottenuto da Bruxelles dal ministro Delrio, ovvero allungare di 4 anni la concessione della Torino-Milano per “trovare” i soldi per finire l’A33. Sul tema Toninelli è intervenuto con una “diretta facebook” da 163 mila visualizzazioni, dove ha detto: “Ci sono tanti cantieri che il Movimento 5 Stelle sta mandando avanti, come l’Asti Cuneo: stiamo interloquendo con il concessionario per completarla senza aumentare i pedaggi”. Sempre sul web la deputata monregalese Fabiana Dadone aggiunge: “Toninelli ha confermato che è al lavoro per il completamento dell’A33 con le idee che il M5S cuneese tramite la sottoscritta ha sempre portato avanti”. Il commento di Monica Ciaburro, sindaco di Argentera e deputata di Fratelli d’Italia: “Tramite Facebook ascoltiamo il ministro Toninelli sproloquiare bugie senza capo né coda”. Critica anche Chiara Gribaudo, deputata Pd, che aveva spiegato: “Dire no all’accordo di cross financing raggiunto in sede europea dal ministro Delrio significa dire addio a centinaia di milioni di euro per finire l’Asti-Cuneo, significa mettere una pietra tombale su un’opera che i cuneesi attendono da più di 20 anni. Il ministro Toninelli, se vuole fare la guerra ai concessionari autostradali non faccia pagare il conto ai cittadini della Granda”. Infine il presidente della Regione Sergio Chiamparino (anche lui scrive sui social periodicamente a Toninelli che non gli risponde da mesi, sulle tante opere attese dal Piemonte): “Non mi sento responsabile per la grande incompiuta Asti Cuneo. Perché credo che si voglia che resti così. Se avessero preso la delibera di Delrio e l’avessero portata al Cipe sarebbe partito tutto. Non lo hanno fatto”. Infine anche la Cgil ha scelto di scrivere al ministro, segno che la mobilitazione si prepara a essere ampia. Si legge: “Non è immaginabile che il Governo riprenda la strada per Bruxelles per ridiscutere un accordo che è chiaro nei suoi obiettivi, preciso e stringente nei tempi, finanziato con l’accordo di cross financing, efficace per le finalità pubbliche e non vessatorio verso gli utenti, visto che non sono previsti aumenti tariffari fino al 2030”. Le firme in calce sono dei referenti del sindacato di Cuneo e Alba, in rappresentanza di oltre 60 mila iscritti. La conclusione: “Ci permettiamo di sottolineare come dopo circa trent’anni di attese l’esasperazione tra i cittadini sia molto alta. L’opera è fondamentale sia per l’ambiente e la viabilità che per l’economia di questi territori, per favorire scambi e trasporti di merci pesanti. L’autostrada consentirebbe infatti il rafforzamento dei poli industriali e renderebbe disponibili ulteriori spazi, oggi poco serviti, per nuovi insediamenti produttivi”. Lorenzo Boratto

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