Le eccellenze della nostra sanità: la Cardiologia di Cuneo è un modello imitato; le Asl della provincia pagano in anticipo i fornitori

28.01.2019

 

 

CUNEO - Da tempo siamo abituati ad associare la sanità italiana a diverse tipologie di contrattempi. Fortunatamente, però, ci sono aspetti in cui il nostro sistema sanitario funziona bene, anche su temi delicati come le liste d’attesa. La dimostrazione arriva dai risultati ottenuti in questi anni nel Reparto di cardiologia dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dove l’applicazione di un progetto innovativo da parte del responsabile dell’area, il dott. Giuseppe Musumeci, ha portato a un vero “crollo” dei tempi necessari per sottoporsi a una visita. Se nel 2016 i pazienti dovevano attendere mediamente 150 giorni, oggi il tempo di attesa è drasticamente calato a soli 8 giorni. Il merito di questi risultati è da imputare all’applicazione di un Protocollo condiviso con le principali società scientifiche cardiologiche per la gestione del follow-up dei pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica, una categoria in forte aumento visto che solo a Cuneo sono circa 800 l’anno.“In sostanza”, spiega il dott. Musumeci, “abbiamo elaborato un follow-up di tipo sartoriale, ovvero cucito addosso ai diversi pazienti e al loro grado di rischio. Ad esempio, le visite di controllo possono variare da 3 a 12 mesi a seconda dei fattori di rischio. Così facendo, abbiamo potuto destinare maggiori risorse ai soggetti che ne hanno più bisogno”. Si stima infatti che il 20-25% dei pazienti sottoposti ad angioplastica presentino un profilo di rischio basso, tanto da rendere inappropriati alcuni esami.Non solo: il metodo prevede un accorpamento delle prestazioni. Il paziente, con sua grande comodità, sarà chiamato a sottoporsi ad ecocardiogramma e visita in un solo appuntamento. Così facendo si liberano più spazi per altri pazienti. “Ci sono voluti 8 mesi per mettere a punto questo meccanismo, che richiede un grande impegno da parte dei medici visto che aumenta i loro carichi di lavoro di circa il 40%”, conclude Musumeci.In ogni caso il protocollo funziona, tanto che anche altri ospedale piemontesi e non stanno seguendo il modello di Cuneo. Solo per citare i più vicini, ci sono l’ospedale Maria Vittoria di Torino e quelli di Rivoli e Chivasso.PagamentiUn secondo settore in cui la sanità cuneese si è dimostrata molto efficiente è quello dei pagamenti ai fornitori, come conferma l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta: “Possiamo finalmente dire che dopo molti anni la sanità piemontese paga puntualmente i propri fornitori, rispettando la scadenza delle fatture a 60 giorni. Siamo soddisfatti di aver raggiunto uno dei principali obiettivi che ci eravamo posti a inizio mandato, quando invece i ritardi nei pagamenti delle aziende sanitarie erano molto rilevanti: in alcuni casi il saldo avveniva oltre 200 giorni dopo la scadenza delle fatture”.Stando ai dati diffusi dalla Regione, nel 2014 la quasi totalità delle Aziende sanitarie piemontesi pagava i propri fornitori con oltre 50 giorni di ritardo rispetto alla naturale scadenza, con picchi negativi superiori a 200 giorni. Come conseguenza, gli effettivi tempi di pagamento arrivavano anche a sfiorare i 300 giorni. Già allora facevano eccezione le due Asl cuneesi, che pagavano i propri fornitori con ritardi minimi: 6,6 giorni l’Asl Cn1 e 5,87 giorni l’Asl Cn2.Attualmente, invece, quasi tutte le Aziende sanitarie rispettano i tempi previsti, saldando con puntualità o con ritardi minimi (solo in due casi si superano i 12 giorni). Anzi, quattro aziende – tra cui l’Asl Cn1, l’Asl Cn2 e l’ospedale di Cuneo – pagano addirittura in anticipo rispetto alla scadenza prevista. Così, nel terzo trimestre del 2018 l’Asl Cn 1 ha pagato con 7,17 giorni di anticipo rispetto alla scadenza, l’Asl Cn 2 con 3,41 giorni e l’ospedale di Cuneo con 3,3 giorni.Soddisfatto il commento del dott. Fabio Aimar, direttore dell’Area bilancio e contabilità dell’Asl Cn1, Che rimarca come “i tempi di pagamento dei fornitori dipendono quasi esclusivamente dall’entità delle rimesse finanziarie regionali. Per la nostra Asl si registrano accrediti per circa 40 milioni di euro al mese. La Regione ha accreditato rimesse straordinarie negli ultimi giorni lavorativi del 2017 e ad inizio 2018; questi accrediti hanno consentito il pronto recupero delle scadenze contrattuali. In presenza di liquidità, considerato che il denaro pubblico è comunque preso a prestito dallo Stato (debito pubblico), l’Asl attende l’approssimarsi della scadenza contrattuale, in modo da pagare, mediamente, con un anticipo di alcuni giorni”.Nel corso del 2018 l’Asl Cn1 ha pagato ai propri fornitori oltre 225 milioni di euro.Gli fa eco il dott. Gianfranco Cassissa, direttore amministrativo dell’Asl Cn2: “Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto. L’a nostra Azienda sanitaria, oltre agli stipendi, paga mensilmente più di dieci milioni al mese: 4,5 milioni per forniture di beni e servizi (in cui ovviamente fanno da padrone i farmaci), 4 circa tra case di cura accreditate e case di riposo o altre strutture per anziani e disabili, 2 milioni alle farmacie territoriali. Onorare le fatture nei tempi previsti dai contratti tutela costituisce anche uno strumento importantissimo per sostenere il buon andamento dell’economia nazionale”. Roberto Buffa

 

 

 

 

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