Trasporti, nel Cuneese ancora senza soluzioni. Grandi opere e tante questioni aperte. A Limone l’incontr tra sindaci italiani e francesi per rilanciare il treno

21.01.2019

 

CUNEO - Il flash mob “Sì Tav” di metà gennaio in piazza Castello a Torino ha visto la presenza di decine di cuneesi: politici, imprenditori, sindacati, cittadini, ma anche Ferruccio Dardanello (presidente della Camera di commercio) e l’industriale Amilcare Merlo che prima di arrivare a Torino hanno reso omaggio a Santena alla tomba di Cavour, depositando una corona con la scritta “Sì Tav” insieme all’ex ministro Nerio Nesi.
L’appuntamento è stato il momento per i cuneesi per rilanciare le questioni ormai al palo da tempo su viabilità e grandi opere. Il sindaco di Cuneo e presidente della Provincia Federico Borgna aveva detto: “La questione delle infrastrutture è vitale per tutto lo sviluppo del Nord Ovest”.

Autostrada
Sul completamento della Cuneo-Asti, 9,5 km appena, non ci sono novità e infuriano le polemiche contro il ministro ai Trasporti Danilo Toninelli. L’ultima “mossa” è stata la nascita a dicembre della PiattaformA33 i cui rappresentanti erano in piazza a Torino: vuole riunire privati e aziende per il completamento dell’autostrada. Tra i promotori Domenico Monge, della Monge spa, azienda leader nel cibo per animali di compagnia di Monasterolo di Savigliano: “Possibile che fare 9,5 km di autostrada costi 350 milioni?”. Informalmente i rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Cuneo anno sapere che il ministro Toninelli sia al lavoro per presentare una soluzione per la A33, ma dopo le rassicurazioni di settembre non ci sono più state novità.

I problemi in valle Roya tra treni e strada
È prevista per domani (mercoledì 23 gennaio) la conclusione dei lavori di alleggerimento del cosiddetto “muro della vergogna” a un chilometro dall’imbocco sul versante francese del tunnel del Tenda, in val Roya. La struttura alta undici metri e lunga ottanta, che a causa di cedimenti e rigonfiamenti, era anche finita nell’inchiesta della Procura di Cuneo. Ridotta in altezza dai due ai quattro metri da un’impresa francese “per motivi di sicurezza”, aveva scatenato polemiche aspre tra Anas (che ha sempre ripetuto “quel muro è sicuro”) e istituzioni d’Oltralpe.  
Intanto sabato mattina a Limone si sono incontrati alcuni dei referenti del “patto dei sindaci”, il sodalizio nato oltre un anno fa che riunisce i primi cittadini di Liguria, Piemonte e valle Roya. Nell’incontro è emerso che la situazione di treno e strada in vale Roya è disastrosa, per italiani e francesi: serve una “soluzione europea” per uscire dall’impasse e rilanciare i collegamenti, anche con maggiori investimenti. Non solo: ora i sindaci sono pronti a protestare davanti alle Prefettura di Cuneo e Nizza per chiedere ai due Governi soluzioni concrete a favore di residenti e turisti.
I problemi illustrati sono stati diversi, in un’ottica però di collaborazione. “La società francese Sncf, omologa di Rfi italiana, sta tentando in tutti i modi di boicottare la linea ferroviaria” ha detto nell’incontro Paolo Milanesio dell’assessorato regionale ai Trasporti, aggiungendo che il sistema di sicurezza dei treni italiani in Francia sarà testato a fine febbraio (doveva accadere a maggio 2018), ma malgrado questo non sparirà il limite di velocità di 40 km/h, mentre i treni francesi viaggiano a velocità doppia. Milanesio ha aggiunto: “Assurdo perché i lavori sulla linea pagati dall’Italia sono stati fatti proprio per velocizzare il transito”. Anche i francesi parlano di situazione “disastrosa” dei treni ed “economicamente insensata” perché enti locali e società ferroviarie non si coordinano nell’offerta dei servizi.  
Da segnalare che pochi giorni fa la Regione Piemonte aveva chiesto ufficialmente a Trenitalia di incrementare l’offerta sulla linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia. L’Agenzia regionale della mobilità vorrebbe aggiungere una coppia di convogli (andata e ritorno) ai quattro treni che ogni giorno collegano Cuneese e Francia attraverso la Liguria: dopo gli investimenti per sistemare la linea con un costo di 29 milioni di euro, per l’assessorato è il momento anche di aumentare l’offerta. In Francia invece è scattato il piano di riduzione del personale nelle stazioni: ad esempio a Tenda l’unico addetto è stato trafserito e il cambio di orari ha portato alla quasi totale chiusura della stazione, ad eccezione del mercoledì mattina.
Nell’incontro di Limone di sabato mattina si è parlato anche di strada e tunnel del Tenda Bis. Il sindaco di Tenda Jean-Pierre Vassallo ha detto: “Il tunnel resta aperto non per volontà dello Stato francese, ma perché la Regione Paca investe 400 mila euro l’anno per il presidio dei vigili del fuoco. Come ripetiamo spesso: noi siamo un’enclave francese nello Stato italiano e Parigi spesso ci ignora”.
Sul divieto di transito ai tir italiani in Francia i sindaci della Roya sono compatti e univoci nel non sentire ragioni. Hanno spiegato: “Di questo parliamo solo con la Prefettura di Nizza. A fine 2017 è stato introdotto il divieto per i mezzi oltre le 19 tonnellate provenienti da Liguria e Piemonte e da allora sono migliorate sicurezza e salute. Anche la scorrevolezza del traffico, che è per la grande maggioranza di mezzi italiani. Noi parliamo di salute pubblica, mentre chi ci contesta in Italia parla solo di soldi da risparmiare”.
Le richieste del “patto”: la costituzione di un comitato di festeggiamenti per i 40 anni della riapertura della linea ferroviaria (nel settembre del 1979 dopo lunghi lavori), investire sui treni per compensare i disagi del cantiere del Tenda bis, coinvolgere Torino Nizza e Principato di Monaco per il rilancio della linea ferroviaria internazionale in un territorio che ambisce a diventare patrimonio dell’umanità Unesco (il verdetto sarà in estate).
Inoltre è sempre più urgente il rinnovo della convenzione internazionale del 1970 che mette in carico tutti i costi all’Italia della linea (mentre i treni verso Ventimiglia sono pagati dalla Regione Piemonte), ma su questo devono accordarsi i due ministeri degli Esteri e i Governi Macron e Conte.

La questione della tangenziale di Fossano.
Novità anche sulla tangenziale di Fossano, di cui uno svincolo per Marene era crollato il 17 aprile 2017 schiacciando una “gazzella” dei carabinieri impegnati in un controllo stradale (illesi i due militari, che sentando la struttura scricchiolare si erano fortunatamente allontanati). L’appalto per realizzare il pezzo di ponte al posto di quello crollato è stato affidato a novembre e sarà in acciaio (costo: 1,1 milioni di euro) mentre anche la campata adiacente verrà demolita prima della ricostruzione.
Superiore invece i 6 milioni di euro il corso l’intervento di impermeabilizzazione dei viadotti, dei giunti e di raccolta di smaltimento delle acque. In una lettera Ana spiega che si deve capire ancora “se conviene sistemare o rifare la tangenziale”, garantendo che “in ogni caso c’è la copertura finanziaria”.                 

Lorenzo Boratto

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