Presentate le nuove strumentazioni dell'Ospedale di Saluzzo

14.01.2019

 

 

SALUZZO - Presentate all’ospedale di Saluzzo le nuove serate informative organizzate dalle associazioni a difesa dei nosocomi Offina delle Idee di Saluzzo e Amici dell’Ospedale di Savigliano,  in collaborazione con l’Asl Cn1. Un ciclo di serate che prenderà il via da fine ottobre a inizio novembre. Gli appuntamenti con argomenti ad hoc, vedranno l’interagire di medici professionisti con il pubblico. Tra le serate più significative anche quella sul fascicolo elettronico e il trattamento dei dati personali. Durante la presentazione sono intervenuti i diversi specialisti che tratteranno gli argomenti delle serate. “L’integrazione tra il cibo e l’alimentazione sarà al centro della serata - ha spiegato il dottor Mauro Negro direttore del dipartimento, sulla serata dedicata agli alimenti e sulla loro conservazione -. E’ infatti importante anche come gestire l’alimento una volta acquistato. Un altro aspetto su cui ci concentreremo sarà anche la nutrizione e della prevenzione”.  “Il Numero unico d’emergenza ha alla base due must che sono i valori aggiunti e le informazioni che permettono di creare necessità” ha affermato Walter Occelli del 112. Durante la serata dedicata al  numero unico di emergenza 112 e Emergenza Sanitaria Territoriale spiegheranno l’importanza territorio individuato e del sapere il perché sistema centralizzato, il tutto per migliorare le capacità relazionali tra utenza e servizi. “Grazie a Officina delle Idee - ha aggiunto -  perché per noi è un’opportunità per aiutarci a far comprendere che non si sta perdendo tempo ma un sistema che si allarga”. “Per noi del sistema 118 importante per spiegare cosa facciamo - hanno confermato Ivano Allione e Maurizio Borgese del 118 -. In questo modo possiamo percepire i problemi e dare una risposta dalle persone che sono interessate. Grazie per questo momento che facciamo più che altro per far capire come la centrale si comporta quando la gente si rivolge a noi. Quando si riceve la chiamata d’emergenza si. Fanno una serie di domande per poter arrivare ad inviare un codice. Questo per poter dare le informazioni salvavita a chi presta soccorso”. Ma l’attenzione di questi incontri sarà dedicata anche a una riflessione storico-culturale sulla visione della malattia da parte del paziente. “La nostra serata  sarà dal punto di vista storico medico - ha spiegato Serena Buzzi - per provare a tracciare le origini della medicina. Parleremo della relazione tra malato e medico, come studiamo ciò che ci è stato lasciato dai pazienti tramite gli ex voto. Cercheremo di capire come i pazienti rappresentano le malattie con i colori e le immagini, dall’antichità agli ex voto locali. Insieme proveremo a capire quali casi clinici e quali casi chirurgici sono stati trattati nel corso del tempo”. “L’informazione diventa conoscenza che è ciò che ci serve, conoscenza per i cittadini che possono scegliere se aderire o no” ha affermato il dottor Pietro La Ciura in merito alla serata dedicata alla conoscenza del testamento biologico (Dat).  “Il fascicolo è la storia clinica di ognuno di noi - ha spiegato il dottor Mirco Grillo che si occuperà della serata dedicata al nuovo Fascicolo Elettronico  -. Il tutto passa dal consenso di trattazione dei dati. Ognuno sceglie quali dati fornire al medico. In Regione 4.000 persone hanno accettato di aderire al fascicolo elettronico. Sono ancora pochi dobbiamo migliorare”.  E’ stata poi una mattina di inaugurazioni quella di venerdì 11 gennaio. A essere presentati anche i nuovi acquisti dell’ospedale grazie al contributo della Fondazione Crs: un broncoscopia, un endoscopio e un colonscopio, nonchè una poltrona elettrica consegnata dallo Zonta Club.

Broncoscopio
“Uno strumento di altissimo livello”, così ha definito il nuovo strumento per il controllo dei polmoni, Laminato Nicola, medico della struttura semplice di ventiloterapia. Un broncoscopio da 45 mila euro con prestazioni altissime. “Le prestazioni di questo strumento sono altissime soprattutto sulle broncoscopie e  i  broncolavaggi. Una macchina che serviva veramente, perchè davvero precisa e che permette di vedere ciò che prima non si poteva. Siamo molto contenti anche perchè nonostate lo abbiamo ricevuto da non molto tempo è un macchinario che ha già lavorato abbondantemente”. Il reparto di ventiloterapia è l’unico in tutto il cuneese a seguire la tracheotomia spingendosi anche in parte del torinese e in parte della Liguria. “Per quanto riguarda il sonno seguiamo invece tutta la provincia di Cuneo e parte della Liguria - ha aggiunto Laminato -. Il primo paziente lo abbiamo tracheotomizzato nel ‘94 oggi sono oltre 2000 i pazienti ventilati. Ora abbiamo ventilatori molto piccoli rispetto a quei tempi e abbiamo un sistema sociale e sanitario che permette al paziente di vivere abbastanza normalmente. Questri strumenti permettono loro di uscire e di avere una buona qualità della vita”. E per ridurre i tempi di attesa ha confermato che “Abbiamo attivato il discorso sulle polisonno in regime di convenzione così costi minori e possibilità di aumentare di molto il numero degli esami. 1.800 esami sarebbe l’obiettivo per ridurre i tempi di attesa da due mesi a sei mesi. Torino ha 18 mesi d’attesa. Come terapia di riabilitazione respiratoria siamo di riferimento per tutta la zona. In questo percorso la difficoltà era il domicilio, per questo negli anni abbiamo costruito le Case del Ventilato, una a Marene e una a  Cuneo a Sant’Antonio, l’una con 15 pazienti, l’altra con 20. In Sant’Antonio abbiamo anche un sistema di monitoraggio che quando non siamo in sede ci permette di stabilire la connessione tramite chiamata video con telecamera e poter direttamente comunicare con l’operatore. Si può riuscire perciò a regolare gli interventi sui pazienti anche a distanza. Questo è in particolare l’obiettivo dei prossimi anni. Il primo problema dei pazienti è infatti non sentirsi soli. Occorre costruire qualcosa per cui sanno che possono contattare l’operatore quando hanno un problema”. “La presa in carico del cittadino è il sistema che stiamo cercando di adottare per tutta l’azienda - ha confermato il direttore generale dell’Asl Brugaletta -. In questo ci aiuta anche la telemedicina che ci permette di aumentare la qualità di vita dei cittadini. Quello presentato oggi - ha aggiunto - è uno strumento che ci permette di dimostrare grandi risultati, quindi esprimo la mia gratitudine alla Fondazione Crs che ne ha permesso l’acquisto”. Il macchinario infatti è stato acquisito grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, il cui presidente Giovanni Rabbia ha aggiunto: “E’ un grandissimo onore rappresentare la fondazione soprattutto in questi giorni. Vivere una giornata come questa vuol dire seminare la speranza, è arrivare a un traguardo per cui hanno concorso tante squadre. Ringrazio il saluzzese che con tenacia si presta al di là degli orari all’unico bene che dobbiamo difendere: la salute. Grazie a tutti voi”. Presente anche il primo cittadino di Saluzzo Mauro Calderoni: “E’ un momento significativo e positivo. Il ciclo di serate informative per fare conoscere i servizi a Savigliano Fossano e Saluzzo. Spesso l’opinione pubblica è influenzata in maniera negativa da voci non corrette. Più che non esserci il servizio a mancare  è la conoscenza del servizio. Per quanto riguarda la nuova strumentazione è la dimostrazioe che qui la voglia di innovare è continua, soprattutto nei rapporti con il paziente. Questo ci permette di avere un servizio al di là della sala operatoria. Ciò che conta infatti è il servizio a domicilio”.  “Bellissima iniziativa - ha concluso Giovanni Damiano, presidente di Officina delle Idee -.  Con i concetti di telemedicina e di medicina diffusa al di là delle pareti ad esemio con la regolazione del  ventilometro ad esempio attraverso Skype, andiamo oltre il concetto fisico di Ospedale verso un concetto diffuso su tutto il territorio. Il malato si ammala di meno e guarisce più in fretta quando è così seguito”. “Se abbiamo superato un deserto che ci imponeva una nuova sanità, se siamo passati da ospedale formato anni ‘80, è perché qui c’era un tessuto connettivo, formato dalle associazioni, dalla fondazione come anche dagli operatori, che lo ha permesso - ha concluso il consigliere regionale Paolo Allemano -. Rispetto al Piano Direttorio, daremo segnali di esistenza, a partire dal’l’erogazione dei primi dieci milioni di euro, facendo anche riferimento al fondo gestione centralizzata, inattivo dal 2014”.
 
Endoscopio/Colonscopio 
50 mila euro sono stati invece investiti per un endoscopio e un colonscopio. “Al servizio di endoscopia digestiva su Saluzzo e savigliano abbiamo sempre avuto numeri importanti - ha spiegato il dottor Paolo Viazzi -. Dobbiamo aumentare il servizio perché le liste d’attesa ce lo impongono. L’attrezzatura doveva anche essere rinnovata. Lo strumento che abbiamo oggi ci dà una definizione in hd che ci permette di individuare i polipi meglio di prima”. Il Centro serve tutto il territorio saluzzese con 2.500 esami in un anno di cui il 50% sono di screening.

Poltrona per oncologia 
Presentata inoltre durante la giornata anche la nuova poltrona elettrica consegnata dallo Zonta Club di Saluzzo al reparto di onologia che così può contare su nove postazioni per i pazienti che effettuano la chemioterapia. 

Questi nuovi strumenti si aggiungono ai numerosi investimenti fatti dalla Fondazione Crs in questi ultimi anni. In totale fino ad oggi ha infatti investito 159 mila euro dal 2009.

 

Chiara Gallo 

 

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