Sgomberato lo stabile di via Lattanzi

10.12.2018

 


 

SALUZZO - Sgomberato il capannone della Cogibit di via Lattanzi, occupato da alcuni lavoratori stagionali della frutta che nel corso dell’estate vi avevano trovato riparo. Gli ultimi nordafricani, circa 15, all’interno della struttura sono stati fatti uscire dalle forze dell’ordine in seguito alla decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. La struttura, occupata da luglio, nei momenti di maggiore richiesta per la raccolta della frutta ha visto il passaggio di circa 200 stagionali.  Le forze dell’ordine intervenute mercoledì mattina non hanno riscontrato disordini nel far uscire i migranti presenti nello stabile di via Lattanzi. Alcuni di coloro che vi avevano trovato alloggio tuttavia non erano presenti perchè già a lavoro nei campi. Presente allo sgombero anche la Caritas con Saluzzo Migrante: “Ci siamo recati sul posto - spiegano dalla Caritas -  quando abbiamo visto i mezzi delle forze dell’ordine arrivare, abbiamo parlato in particolare con i Vigili Urbani di Saluzzo e con i Carabinieri di Saluzzo, dopodichè abbiamo dato un aiuto immediato alle persone che venivano sgomberate e le abbiamo accompagnate in Caritas. Prima siamo inoltre rientrati a prendere i loro effetti personali e soprattutto a prendere gli effetti di coloro che erano a lavorare e non erano all’interno dell’ex fabbrica”. “Sappiamo che le persone sono state tutte identificate - aggiungono - c’è stato un momento critico con una di queste persone che è stata accompagnata all’ospedale di Savigliano dove poi lo abbiamo incontrato, e una persona che ha ricevuto il foglio di via”. La stagione si avvia verso la conclusione ma per qualcuno non è ancora tempo di ripartire: “Le persone allontanate sono state portate in Presidio e poi accolte o alla Casa del Custode del Cimitero, ultima accoglienza ancora aperta dal Comune, o alla Casa Madre Teresa. Qualcuno riparte, qualcuno aspetta la paga. Le persone che erano all’interno lavoravano e aspettavano la paga. Questo è quanto abbiamo registrato al termine di una stagione in cui comunque l’impegno istituzionale è stato molto alto e molto forte”. Continua nel frattempo anche il progetto seguito dalla Caritas “Saluzzo Abitare: Case”. Un’iniziativa di ricerca di appartamenti per lavoratori assunti per un periodo medio/lungo. “Abitare Saluzzo: cASe” - spiegano dalla Caritas - nasce proprio perché in quei container dell’accoglienza diffusa a Lagnasco, così come nella ex Casa del Custode al Cimitero, abitano persone che hanno un contratto regolare fino ad aprile del 2019. Incontrando questi lavoratori cerchiamo di capire i loro bisogni e di provare a costruire con loro e per loro un futuro diverso”. Chiara Gallo

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