Laura Boldrini inaugura la sala di Palazzo Italia intitolata a Salvatore Morelli

19.11.2018

 

 

 

SALUZZO - “Grazie per aver reso omaggio a Morelli il primo femminista del nostro Paese”con queste parole l’onorevole Laura Boldrini, ex presidente della Camera dei Deputati, ha presentato la sala intitolata a Salvatore Morelli. Il locale di Palazzo Italia è quello in cui si riunisce la Commissione per le Pari Opportunità ed è stata intitolata al Deputato pugliese per il suo grande impegno per la parità di genere e nella difesa dei diritti delle donne. Grazie al suo intervento, nel 1877 venne abrogato l’articolo che impediva loro di prestare testimonianza. Un piccolo passo che tuttavia innescò consapevolezza nelle donne dell’epoca, come Anna Maria Mozzoni, altra grande figura del femminismo italiano, giornalista ma prima di tutto attivista. “Madrine” dell’evento sono state appunto Laura Boldrini e la scrittrice e insegnante Maria Grazia Colombari. “A distanza di 200 anni - ha commentato Maria Grazia durante il suo intervento - riprendiamo il testimone di Morelli, la più bella mente che l’Italia abbia mai avuto. Un uomo che si spese tantissimo per i diritti delle donne, in un’epoca in cui era scomodo parlarne e che per questo venne prima deriso, poi lasciato solo e un dimenticato. Ringrazio la Boldrini per averlo riportato alla memoria Salvatore Morelli insieme ad Anna Maria Mozzoni”. “Morelli in Parlamento presentò 17 disegni di legge - ha spiegato la scrittrice - e tenne oltre 200 interventi in aula. Voleva che le donne sposate potessero mantenere il cognome, equiparare i figli legittimi e quelli illegittimi, dare alla donna la possibilità di gestire il proprio denaro senza passare dall’autorizzazione maritale, voleva che le donne potessero testimoniare, che fossero istruite, che votassero. Dobbiamo a lui tantissimo Un uomo avanti con i tempi. Troppo avanti per poter essere capito. L’autorizzazione alle donne per esercitare le professioni fu data nel 1919, Morelli lo aveva capito molto prima. Insieme ad Anna Maria Mozzoni diede vita a un movimento, andando incontro a tante difficoltà”. “Credo che sia importante promuovere figure come quelle di Morelli e Mozzoni tra i ragazzi e alle ragazze. Mi spiace non vedere gli studenti oggi - ha aggiunto Boldrini -. Bisogna infatti che i messaggi di cui si fecero portavoci siano promossi tra le nuove generazioni. A Roma spesso mi sono soffermata sui busti che ci sono a Montecitorio. Tra questi c’era un solo volto di donna, Nilde Iotti. In occasione della mostra sui 70 anni dal voto delle donne ho voluto perciò rendere omaggio a due figure che sarebbero dovute essere presenti nella nostra storia, Morelli e Mozzoni. Nella Camera della Regina, la più bella di Montecitorio, ho voluto dare centralità a queste due belle figure. Un uomo e una donna. La Mozzoni mi piace definirla la nostra suffragetta. Faceva la conferenziera con l’obiettivo di animare le donne. Il messaggio era “Anche voi, donne, avete la vostra responsabilità in questa battaglia. Volete essere parte di questo cambiamento? Fatelo!” Riuscì a far subentrare il dubbio che forse l’ordine prestabilito si poteva riconsiderare. Morelli anche non poteva non essere per me un riferimento. Mi spiace averlo conosciuto tardi, ma ho fatto di tutto per rendergli omaggio. Quello che ci tengo a far notare tuttavia è che oggi come allora se si osa rimettere in discussione il ruolo delle donne, l’assetto famigliare e sociale, si viene derisi. Purtroppo, è passato il tempo, ma la misoginia è ancora lì. I nostri diritti sono ancora da conquistare. Perchè se una donna è ai vertici, chissà come ci è arrivata. Se ogni amministrazione dedicasse un omaggio alle donne importanti, in modo che tutte le nuove generazioni le vedano, questo dà empowerment, dà legittimazione alle donne”. L’onorevole ha concluso l’intervento ricordando l’importanza dei movimenti sociali: “Morelli fu il primo femminista della storia. Il femminismo non è qualcosa che si deve dimenticare. è un movimento di consapevolezza civile che chiunque dovrebbe sentire come proprio. Si pensi solo che oggi al Governo abbiamo 63 membri dell’esecutivo, solo 11 sono donne, il 17%, contro il 63% della Spagna. In Italia, ogni due giorni e mezzo una donna viene ammazzata. Penso perciò che tutti dovremmo lavorare tutti affinchè le più colpite dalla violenza non siano le donne, affinchè le donne ai vertici non siano delle mosche bianche. Dobbiamo riscattare questa società. Spero potremmo essere insieme in questa battaglia per i nostri figli e le nostre figlie”. L’iniziativa dell’intitolazione al deputato Morelli che si inserisce anche nel contesto delle attività del 25 novembre, la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Chiara Gallo

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