In Granda la prima “fusione per incorporazione” tra fondazioni bancarie sancita a Cuneo tra Crc e Fondazione Cr Bra

19.11.2018

 

 

 

CUNEO - Tre anni fa l’associazione delle fondazioni di origine bancaria (Acri) e il ministero dell’Economia (Mef) firmarono un protocollo che auspicava “forme di cooperazione e di aggregazione per il perseguimento di obiettivi comuni” e invitava “le fondazioni che per le loro ridotte dimensioni patrimoniali non riescono a raggiungere una capacità tecnica, erogativa ed operativa adeguata, ad attivare gestioni in comune e attività operative fino a fusioni tra Enti”. E il primo caso italiano in cui si dà attuazione a questo “intento” è avvenuto nel Cuneese, dopo un anno di lavoro, tra la Fondazione Crc di Cuneo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Bra. Quest’ultima confluirà dal 2018 nella fondazione cuneese. Tecnicamente di chiama “fusione per incorporazione”. L’ufficialità è stata sancita l’altro giorno con la firma nello Spazio incontri; seguiranno 60 giorni per le “osservazioni” (previste dalla legge), poi si attenderà “approvazione e autorizzazione” del ministero dell’Economia, infine la firma dal notaio. Le fondazioni italiane di origine bancaria scenderanno da 88 a 87. E sarà solo l’inizio.
La fusione avviene tra due realtà diverse per dimensioni e ambito territoriale. Bra è una delle più piccole d’Italia (30 milioni di euro di patrimonio, possiede ancora il 33% della Cassa di Risparmio), mentre Cuneo è l’ottava a livello nazionale (1,4 miliardi gestiti, erogazioni per oltre 20 milioni l’anno).
Il presidente della fondazione di Cuneo Giandomenico Genta ha spiegato: “È la prima operazione in Italia in attuazione del protocollo Acri-Mef del 2015. Due fondazioni di uguale dignità, diverse solo per il patrimonio. È la prima pagina di una nuova storia, che scriviamo insieme, sicuri che ci saranno altre operazioni simili in tutto il territorio nazionale. Ha vinto la scelta di superare le logiche campanilistiche, preservando l’identità dei diversi territori all’interno di un soggetto più ampio”. Ancora: “Un valore non solo economico: un passo che significa che le fondazioni possono fare squadra e unirsi, per rispondere meglio alle attese del territorio di riferimento”.
La fusione riceverà l’approvazione del Mef all’inizio del 2019, con efficacia retroattiva dal primo gennaio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Bra sarà operativa fino all’atto di fusione, in tempo per approvare il bilancio 2018 e confluire poi nella Fondazione Crc. Il Braidese sarà definito come nuova area principale di operatività e si affiancherà alle tradizionali zone d’intervento della Crc: Cuneese, Albese e Monregalese. Si legge in una nota che anche Bra avrà “accesso, su base meritocratica, anche ai bandi e ai progetti della Fondazione Crc; per quanto riguarda la governance, il territorio braidese sarà rappresentato da un nuovo Consigliere generale, selezionato tramite un bando specifico che verrà pubblicato subito dopo l’atto di fusione”.
Alla conferenza stampa a Cuneo c’erano anche il presidente di Compagna San Paolo Francesco Profumo, Giovanni Quaglia (presidente di Crt e dell’associazione delle 12 Fondazioni di origine bancaria del Piemonte) e Giuseppe Guzzetti, presidente Acri, l’associazione nazionale delle fondazioni.
Quaglia ha detto: “Questa decisione è un modello virtuoso per tutta Italia, arrivata dopo un percorso condiviso e spontaneo; si uniranno presto altre realtà più forti, per libera scelta, non per obbligo. È la dimostrazione che gli enti più grandi possono diventare poli aggreganti per realizzare progetti realmente significativi per le comunità”.
Guzzetti ha aggiunto: “Noi gestiamo patrimoni non nostri, ma della collettività. Celebriamo due cerimonie: un “matrimonio” tra enti e il “battesimo” della nuova Crc. Bra ha salvaguardato il suo patrimonio con lungimiranza, ma la dimensione non soddisfaceva più le esigenze del territorio”. Poi ha ricordato il lavoro delle fondazioni: “Non possono sostituirsi allo Stato ma si impegnano contro i bisogni sociali del Paese: anziani, povertà, disabili, disagio giovanile, migranti. Senza soluzioni su questi temi non c’è futuro”. Bruna Sibille, sindaco di Bra, ha parlato di “percorso che guarda lontano, arrivato senza polemiche”, ma il consigliere comunale braidese del Movimento 5 Stelle, Claudio Allasia, ha attaccato in una nota: “Dal 2012 la banca ha smesso di fare utili e la fondazione braidese ha dovuto accettare la proposta di fusione per non spegnersi d’inedia”. Lorenzo Boratto

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