Sul blocco ai mezzi pesanti in Val Roya Balocco scrive a quattro ministri

29.10.2018

 

 

 

 

 

 

CUNEO - I collegamenti su strada e ferrovia tra Piemonte, Liguria e Francia restano al centro di tensioni e disservizi. E la situazione “stradale” tra valle Vermenagna e valle Roya, attraverso il tunnel del Tenda, è decisamente la più critica. Dopo la conferenza intergovernativa Italia-Francia Alpi del Sud, a Parigi, lo scorso 18 maggio, è stato l’assessore regionale ai Trasporti a rilanciare, di nuovo con un post sul suo profilo pubblico di facebook, annunciando di aver scritto una lettera a quattro ministri per chiedere di vietare la statale 20 del Colle di Tenda, gestita da Anas, ai mezzi pesanti della Costa Azzurra.Una lettera dura, indirizzata ai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro a Trasporti e Infrastrutture Danilo Toninelli e il collega a Affari esteri e cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi.Secondo Balocco “sulla questione del blocco del traffico pesante in val Roya è giunto il momento che il nostro Governo faccia la voce grossa nei confronti di quello francese, per tutelare gli interessi del nostro Paese e in particolare di quello delle economie delle province di Cuneo e Imperia. Vedremo se oltre gli annunci seguiranno i fatti”.Sul suo profilo l’assessore spiega: “Ho scritto ai ministri Salvini, Di Maio, Toninelli e Moavero Milanesi, per sollecitare un deciso intervento del Governo italiano presso quello francese in merito all’ordinanza dei sindaci francesi della val Roya che impone il divieto di transito ai mezzi oltre le 19 tonnellate di peso, fatta propria anche dal Dipartimento delle Alpi Marittime”.Il provvedimento è entrato in vigore a ottobre 2017 e “non si intravedono possibilità di soluzione ad una situazione che ha creato notevoli danni all’economia del sud Piemonte e della Liguria che utilizzano il valico del Tenda per una fitta rete di scambi commerciali. L’interdizione comporta una deviazione dei traffici su autostrada con un conseguente incremento dei km di percorrenza e dei costi di trasporto, rendendo meno competitive le nostre aziende che operano tra le province di Cuneo e Imperia econ il Sud della Francia”.Balocco precisa che l’iniziativa era stata “anticipata” nella conferenza intergovernativa delle Alpi del Sud che, su richiesta proprio della Regione, ha anche chiesto la convocazione di un tavolo con i 5 sindaci francesi e con i referenti del Dipartimento Alpi Marittime per “trovare mediazioni che siano in grado di conciliare e tutelare le ragioni ambientali e di sicurezza dei comuni francesi attraversati dalla route départementale 6204 con quelle delle attività produttive, in particolare delle province di Cuneo e Imperia”. Prosegue Balocco: “Nella lettera ai Ministri, ho chiesto di intervenire presso Anas affinché emetta un analogo provvedimento di limitazione del traffico pesante sul tratto di sua competenza della strada statale 20 dei mezzi che dalla Costa Azzurra raggiungono la valle Roya e viceversa. La misura, auspicata dagli stessi comuni interessati (Ventimiglia, Airole, Olivetta San Michele in Liguria), consentirebbe se non altro di eliminare l’evidente asimmetria nel tratto della ss 20 di competenza Anas che non impedisce il transito (sul tratto Ventimiglia-Airole-Olivetta San Michele, su territorio italiano) ai mezzi francesi che approvvigionano i Comuni che hanno emesso l’ordinanza”.La conclusione è netta: “Questa per il Governo è un’ottima occasione. Staremo a vedere se con i francesi, oltre a fare caciara sulla questione immigrazione (senza concludere nulla) saranno davvero in grado di tutelare i nostri interessi”.La lettera di Balocco arriva pochi giorni dopo la conferenza di Parigi, dove fra l’altro erano emersi nuovi problemi alla viabilità su strada. Infatti in quell’occasione i francesi avevano spiegato che il “muro della vergogna”, costruito in Francia da Fincosit a un km dall’imbocco della galleria del Tenda (struttura alta 11 metri lunga oltre 80, che a causa dei cedimenti era finita nell’inchiesta e nelle intercettazioni della Procura di Cuneo) sarà abbattuta e ricostruita, malgrado le rassicurazioni fatte da Anas, a tutti i livelli e in tutte le sedi, che si trattava di un’opera sicura. Era stato proprio Balocco a definire nel 2017 il muraglione che spanciava “muro del pianto o della vergogna”.Per ora impossibile sapere se Anas interverrà con un provvedimento analogo a quello adottato dai 5 sindaci francesi della valle Roya. Nell’autunno 2017, quando entrò in vigore il divieto per i mezzi oltre le 19 tonnellate (con multe da 140 euro ai trasgressori) i sindaci avevano spiegato: “Difendiamo la sicurezza della popolazione e il rispetto dell’ambiente. Inoltre è una strada inadatta ai Tir, come sa chi la percorre”. E avevano anche incassato il plauso delle associazioni ambientaliste francesi e italiane. Ma contro l’ordinanza erano stati presentati tre ricorsi: Prefettura di Nizza, cementificio Buzzi-Unicem di Robilante, associazioni dei trasportatori cuneesi Fai, Astra e Confartigianato. Il tribunale ordinario li aveva respinti (per il giudice era “una misura sufficientemente motivata, che mira a proteggere la popolazione per la presenza di una ragionevole alternativa all’utilizzo della Rd6402, la cui topografia ha un carattere pericoloso”). Poi il Tribunale amministrativo francese non ha riconosciuto il carattere di urgenza ai ricorsi presentati e quindi si prevedono tempi lunghi per la sentenza. Lorenzo Boratto

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