Elezioni provinciali: il 31 ottobre lista unica

15.10.2018

 

 

 

CUNEO - Alle elezioni (di secondo livello) della Provincia ci sarà una sola lista unitaria, che mette insieme centrosinistra e centrodestra. Come accadde due e quattro anni fa. La scorsa settimana sono serviti un giorno e mezzo di trattative per decidere che al voto del 31 ottobre, riservato ai 2.843 consiglieri e sindaci dei 250 Comuni della Granda, non ci sarà gara. Ci sono 8 sindaci e 4 consiglieri comunali nel “listone”, 5 sono donne e ci sono 5 consiglieri confermati. A settembre il presidente uscente e ricandidato Federico Borgna, sindaco di Cuneo, aveva “auspicato” la presentazione di lista unica, poi era spuntata la candidatura di Bruno Viale, sindaco di Roaschia (105 residenti), soprattutto su pressione di Forza Italia. Ma alla fine anche Viale è confluito nella lista unica. Borgna dice: “Contento perché hanno prevalso il territorio, il senso di responsabilità e la continuità, con la conferma di cinque dei consiglieri uscenti, un giusto equilibrio di esperienza e rinnovamento. Tengo a ringraziare tutti i consiglieri uscenti e chi non ha potuto ricandidarsi, per il lavoro svolto in questi anni con vero spirito di servizio”. Infatti consiglieri provinciali e presidente non ricevono né stipendio né rimborsi spese, come prevede la Riforma Delrio. Si voterà in un solo seggio, al Centro incontri di corso Dante a Cuneo, dalle 8 alle 20. Non è previsto quorum. Gli scrutini saranno il giorno dopo, primo novembre, ma si prevede un’affluenza molto bassa. I confermati sono Giorgio Lerda (sindaco di Caraglio), Flavio Manavella (consigliere di Bagnolo), Annamaria Molinari (sindaco di Castelletto Uzzone), Roberto Passone (sindaco di Novello) e Milva Rinaudo (consigliera di Costigliole Saluzzo). I nuovi entrati: Simone Alberto (sindaco di Villanova Solaro), Massimo Antoniotti (sindaco di Borgomale), Carla Bonino (sindaco di Vezza d’Alba), Pietro Danna (consigliere a Monastero Vasco), Laura Porracchia (sindaco di Demonte), Rosita Serra (presidente del Consiglio di Fossano) e Bruno Viale (primo cittadino di Roaschia). Terminano invece il loro ruolo di consiglieri Luciano Alesso (consigliere di Monasterolo), Claudio Ambrogio (sindaco di Bene Vagienna), Sergio Di Steffano (sindaco di Garessio), Maurizio Marello (sindaco di Alba), Luca Paschiero (consigliere comunale di Cuneo), Marco Perosino (sindaco di Priocca e senatoe di Forza Italia) e Rocco Pulitanò (era consigliere di Mondovì). A marzo di quest’anno il tribunale di Cuneo aveva imposto alla Provincia di reintegrare Paschiero nel Consiglio provinciale: ne era uscito dopo le elezioni amministrative del 2017, perché non eletto al primo turno nell’assemblea cittadina. Era subentrato a un assessore. Con lui era uscito anche Pulitanò, primo escluso nel nuovo Consiglio comunale di Mondovì. L’accordo ha tenuto fuori il Movimento 5 Stelle, che nella Granda ha solo consiglieri di opposizione in grandi città, e altri partiti minori. Ad esempio Fratelli d’Italia ha attaccato l’accordo definendolo “il patto del Nazareno” della provincia. Bruno Viale, ad accordo raggiunto, ha spiegato in una nota: “La proposta di "Alternativa per la Granda" era nata con un obiettivo molto chiaro: rafforzare la rappresentanza delle istanze dei piccoli Comuni che, oggettivamente, sono diverse da quelle dei grandi centri. Ho incontrato il presidente Borgna, con il quale abbiamo convenuto di lavorare insieme e di sostenere unitariamente le nostre istanze in Consiglio Provinciale. Il nostro intento non è mai stato quello di dividere, ma quello di raggiungere il massimo consenso sui temi che abbiamo lanciato”. I consiglieri resteranno in carica per due anni, il presidente per quattro. Inoltre nel 2019 si voterà per elezioni europee, regionali e per 180 Comuni cuneesi, tra cui Alba, Bra, Fossano, Saluzzo. Tutti voti cruciali, destinati a cambiare radicalmente l’assetto politico non solo a livello locale. Lorenzo Boratto

 

 

 

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