Il Ministro delle Infrastrutture rassicura: l'Asti-Cuneo si finirà

01.10.2018


ROMA - L’ultimo tratto dell’Asti-Cuneo si farà e sarà un’autostrada. Sono queste le notizie che arrivano dall’incontro avvenuto il 26 settembre a Roma tra il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli e la delegazione del territorio cuneese composta dal presidente della Provincia e sindaco di Cuneo Federico Borgna, con i colleghi sindaci Maurizio Marello (Alba), Bruna Sibille (Bra) e Claudio Bogetti (Cherasco), il vicepresidente della Provincia di Asti Paolo Lanfranco, i parlamentari eletti sul territorio, i rappresentanti del Patto per lo sviluppo, oltreché delle associazioni dei trasportatori Astra e Fai di Cuneo. Nel corso del colloquio, infatti, il Ministro ha espresso chiaramente l’intenzione di concludere l’autostrada, con un percorso di tipo autostradale, nelle migliori condizioni di rapporto costi/benefici per la comunità locale. Quindi, l’ipotesi avanzata a più riprese che il Ministero stesse potesse optare per una superstrada, tra l’altro ricominciando tutto l’iter da capo, tramontano definitivamente. A fronte di queste due certezze rimangono però tanti interrogativi, a cominciare dai tempi necessari per realizzare l’opera.Il Ministro, raccontano i partecipanti all’incontro, ha infatti espresso la volontà di rinegoziare i termini dell’accordo sulle concessioni autostradali tra l’Italia e l’Unione Europea (il cosiddetto lodo Vestager) per l’Asti-Cuneo. In sostanza, Toninelli ritiene troppo vantaggiosa per il concessionario l’ipotesi di cross-financing attualmente al vaglio (che prevede che Gruppo Gavio, cui è affidata la gestione dell’autostrada, provveda a realizzare il tratto mancante dell’Asti-Cuneo in cambio di un prolungamento della concessione della Torino Milano per 4 anni), per cui si aprirebbe lo spazio per tornare a parlare delle opere complementari.Un pacchetto di opere complementari erano state individuate nella Conferenza dei servizi tenutesi presso la Direzione generale per lo sviluppo del territorio del Ministero delle infrastrutture nel 2012, che prevedeva tra l’altro l’adeguamento della Tangenziale di Alba, la strada per il Nuovo Ospedale di Alba-Bra, l’adeguamento strada provinciale 7 e il terzo ponte sul Tanaro e altre opere importanti per la viabilità del territorio.La scelta di riaprire la trattativa, sebbene possa avere delle ripercussioni positive per il territorio sul lungo periodo, avrà di certo degli effetti sulle tempistiche, con il rischio di veder nuovamente rinviato il completamento di un opera attesa da anni. Ed è proprio sul rischio di nuovi ritardi che punta il dito la maggior parte dei rappresentanti del territorio presente all’incontro, dai Primi cittadini di Bra, Alba e Cherasco al presidente della Provincia Borgna, che ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’incontro e in attesa dei prossimi sviluppi. Ciò che è chiaro è che tutto questo dovrà concretizzarsi nel minor tempo possibile”.Sulla questione pungente il commento del senatore Pd Mino Taricco: “Non vorremmo che ancora una volta l’utile e il necessario contingente finissero sacrificati sull’altare della ricerca della soluzione generale e teoricamente ottimale. Credo sia sempre giusto cercare di fare il meglio, con le condizioni migliori per l’intero Paese, ma, per una terra che aspetta risposte da venti anni, non sarebbe veramente accettabile veder un’altra volta sfumare il completamento di un’opera strategica ed indispensabile”.Ancor più dura la posizione del presidente di Astra Cuneo Diego Pasero “Occorre considerare che dopo i tragici fatti di Genova, l’approccio dei concessionari autostradali, tra cui ovviamente il gruppo Gavio, dovrà, ioco forza mutare, abbandonando la difesa di rendite a loro esageratamente favorevoli”. Roberto Buffa

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Please reload

Archivio

Please reload

Categorie

  • White Facebook Icon

MAIL. redazione@saluzzoggi.it  |  TEL. 0171 690417

© 2017 by Saluzzo Oggi - P.I. 11180650019.

This site is proudly made in alternativeADV

Testata Saluzzo.png