L'appello del sindaco sulla questione dei lavoratori stagionali

17.09.2018

 

 

 

 

SALUZZO - Giunge quasi al termine la stagione estiva della raccolta della frutta che anche quest’anno ha generato non poche polemiche relative all’accoglienza dei lavoratori stagionali. Il sindaco Calderoni ha perciò inviato una lettera alle istituzione, chiedendo un intervento che non può essere solo locale: “Scrivo per inquadrare un fenomeno che da anni interessa la nostra piccola comunità, unica realtà del nord, insieme ad altre situazioni più diffuse al sud - spiega il primo cittadino -. Da qualche anno assistiamo a numerosi arrivi di persone di origine africana, in possesso di regolare permesso di soggiorno, che integrano la manodopera residente e quella reperita col sistema dei flussi, specie nei periodi di punta. Per costoro, a differenza del sistema flussi, non c'è obbligo di accoglienza presso i datori di lavoro. È così che centinaia di persone giungono ogni anno nel Saluzzese in cerca di una speranza di lavoro, anche solo per pochi giorni. Questo fenomeno inizialmente ha sorpreso la nostra comunità. Siamo stati impreparati ad accogliere così tanti individui”. Quest’anno l’Amministrazione saluzzese si era preparata con l’allestimento del Pas - Prima Accoglienza Stagionali - nei pressi del Foro Boario dove solitamente si accampano la maggior parte dei lavoratori in arrivo da tutta Italia. “Anche quest’anno - spiega infatti Calderoni - la stagione della raccolta non era ancora entrata nel vivo e già si vedevano persone accampate sotto un viale della nostra cittadina. Una situazione che non garantisce il minimo di dignità ai lavoratori stagionali ed espone la nostra comunità a rischi igienico sanitari e di ordine pubblico, nonostante, per l'anno in corso, il comune abbia anche allestito un dormitorio per quasi quattrocento persone, contribuendo così al rispetto della legalità e disincentivando situazioni di caporalato”. Nonostante l’impegno di tutti gli attori coinvolti, il sindaco segnala come la situazione non sia gestibile solo a livello locale: “Non si può più continuare a sottostimare questa situazione: occorre evitare gli annuali viaggi della speranza di chi fa migliaia di chilometri in cerca di un lavoro ed affrontare la disparità di trattamento tra lavoratori del sistema flussi e gli altri. Bisogna mettere a fuoco che migliaia di persone si muovono legittimamente sul territorio italiano, in forza di un regolare permesso di soggiorno, cercando e svolgendo i lavori più pesanti e meno appetibili, evitando così che una questione di politiche del lavoro degeneri in emergenza umanitaria o nel caporalato che alimenta situazioni di degrado ed illegalità”. In base all’esperienza degli ultimi anni si ritiene quindi “che sia necessario ed urgente l'intervento del legislatore per introdurre misure finalizzate a garantire l'accoglienza in azienda ed elementi minimi di regolazione del mercato del lavoro stagionale. Un sistema che consenta la definizione dei fabbisogni sul territorio e dei meccanismi di incrocio tra domanda ed offerta di lavoro eviterebbe la necessità della ricerca "porta a porta" e consentirebbe di arginare la migrazione interna da un territorio all'altro, che tante ripercussioni negative comporta sulle realtà di volta in volta interessate”. Ora la stagione volge al termine, ma il sindaco guarda già al futuro: “Occorre intervenire tempestivamente affinché la nostra comunità possa intravvedere una soluzione e l’argomento non rimanga al più elemento di propaganda nell’imminente campagna elettorale poiché, chiunque governi Saluzzo, non è a livello comunale che si può risolvere tale problematica”. Chiara Gallo

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