"Senza A33 perdiamo 100 milioni": è il calcolo dei tecnici delle associazioni degli autotrasportatori della provincia di Cuneo

10.09.2018

 

 

 


CUNEO - Il completamento dell’Asti-Cuneo rappresenta una priorità per il territorio: per gli automobilisti che attraversano l’albese e il braidese e che trovano una statale 231 oramai al limite della percorribilità; per i futuri utenti del nuovo ospedale di Verduno per i quali una rapida via d’accesso alle cure mediche sarà essenziale; ma soprattutto per le forze produttive del circondario, che hanno nell’autostrada un fondamentale strumento di lavoro.
I primi ad esser danneggiati dal mancato completamento della A33 sono gli autotrasportatori, che hanno quantificato il danno patito a causa di questa interruzione: si tratta di ben 100 milioni di euro spesi in più ogni anno.
“Questo dato”, spiega l’ing. Giovanni Brero, consulente tecnico dell’Associazione trasportatori di Cuneo (l’Astra) e delle forze produttive della provincia, “è stato ricavato calcolando il tempo perso nel percorrere un tragitto più ampio (dai 23 ai 29 minuti per transito), unito ai maggiori oneri derivanti dall’incremento del traffico sulle strade attuali, prudentemente stimato in 18 mila veicoli al giorno. Senza contare i problemi per la viabilità che emergeranno per i ponti in cattivo stato e per il traffico in crescita di per se e in virtù dell’apertura del nuovo ospedale”.
“Dati che faremo presente al Ministro durante l’incontro di fine mese”, aggiunge l’ing. Brero, che conclude: “Qualora l’intenzione del Ministro fosse quella di intraprendere una strada diversa da quella stabilita con gli accordi raggiunti dal precedente Governo, chiederemo a garanzia della promessa fatta che vengano accantonati già nella Finanziaria di quest’anno i 400 milioni necessari a completare l’opera e che vengano fornite indicazioni precise dei soggetti individuati per la sua progettazione e realizzazione, oltre che dei tempi necessari per il completamento”.
Peraltro, gli autotrasportatori rimarcano come l’interruzione del percorso della A33 sia un problema che coinvolge tutta la provincia Granda, se non il Piemonte meridionale. “Spesso”, commenta il segretario dell’Astra di Cuneo Guido Rossi, “si ritiene che questa sia una vicenda che riguarda unicamente il territorio albese e braidese. In realtà non è così, perché sono proprio i mezzi che arrivano da Cuneo e Saluzzo ad avvertire maggiormente i disagi per l’interruzione dell’autostrada”.
Di fronte a quello che definisce un “dibattito propagandistico che crea un forte senso di indeterminatezza” il Segretario Astra assume una posizione chiara: “A noi interessa che l’autostrada venga completata nel minor tempo possibile. C’è bisogno della massima concretezza, anche perché devono essere realizzati 8 chilometri di strada non 800. Il fatto che non si sia riusciti a farlo fino ad ora è una sconfitta della nostra provincia”.
A Guido Rossi fa eco il segretario della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) di Cuneo Alberto Giaccardi: “L’A33 è un’incompiuta scandalosa, che divide la  provincia”.
Giaccardi rimarca poi il ruolo essenziale che l’autostrada dovrebbe avere nel mettere in collegamento la Granda con il resto del Nord Italia: “Da anni la provincia di Cuneo vive una situazione di difficile isolamento; sul versante occidentale si incontrano problemi di valichi, spesso chiusi nel periodo invernale a causa delle precipitazioni nevose; la Torino-Savona presenta limiti di peso per gli automezzi che la percorrono. Non rimane quindi che l’Asti-Cuneo. Se questa non è completa, il percorso più lungo da seguire non può che ripercuotersi sui prezzi delle nostre aziende, che rischiano di non essere competitive”.
Quanto alla soluzione migliore da adottare per l’ultimo tratto della A33, il Segretario della Fai commenta: “A noi interessa che ci sia un collegamento viario efficace e funzionale il prima possibile. Certo che ridiscutere gli accordi già raggiunti significa creare ritardi”.
Sulla questione Confindustria Cuneo preferisce mantenere un atteggiamento attendista: “Sul futuro dell’autostrada”, dichiara il presidente Mauro Gola, “ ad oggi non vi sono elementi che ci consentono di rilasciare nuove dichiarazioni. Il 12 settembre presso Confindustria Piemonte si terrà un appuntamento strategico sulle infrastrutture, incentrato sul sistema industriale a sostegno dei Corridoi Europei che interessano il nostro Paese. Coinvolgerà tutti i rappresentanti del sistema confindustriale del Nord Italia insieme al presidente Nazionale Vincenzo Boccia e al coordinatore del corridoio del Mediterraneo Brinkhorst. Pertanto, attendiamo l'evolversi della situazione.”.
Per saperne di più quindi l’appuntamento clou sarà il 28 settembre, nella speranza che si tratti di un punto di arrivo e non dell’avvio di un nuovo tormentone destinato a durare anni. Roberto Buffa
 

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