Pino Roasio in mostra fino al 30 settembre alla Fab

03.09.2018

 

 

 


SALUZZO - Sono circa 70 le opere dell’artista saluzzese Pino Roasio esposte fino al 30 settembre alla Fondazione Amleto Bertoni. Una retrospettiva fortemente voluta dal nipote di Pino Roasio, Vittorio Balducci, cura da Giorgio Barberis e realizzata dall’Associazione Culturale Morino con il contributo della Fondazione Crs e il patrocinio della Città di Saluzzo. La mostra ripercorre i 50 anni di carriera di quello che viene da molti definito l’ultimo pittore bohèmien del panorama artistico piemontese. La città di Saluzzo accoglie così un artista emblematico, che proprio a Palazzo Italia espose, appena 20enne, i suoi primi quadri. Da lì la sua esperienza artistica è maturata molto. Allontanandosi sempre di più dagli insegnamenti dei suoi mentori Boetto e Olivero, Roasio riuscì a distinguersi con un suo stile personale unico. Un modo semplice, ma non per questo scontato, di vedere le cose, il mondo che lo circondava e che egli desiderava mettere su tela. “E’ molto importante valorizzare l’operato di artisti come Pino Roasio - spiega il curatore Barberis, perchè rischiamo di dimenticarli”. “Roasio è un uomo che non si è perso nulla del suo secolo - aggiunge il consigliere regionale Allemano - E’ da persone umili come lui che possiamo apprendere grandi lezioni di vita”. “Con questa mostra si crea un trait d’union che collega gli artisti Boetto, Roasio e Bolla. Spero che a questa esposizione al nuovo spazio della Fab, ne seguano altre, così da aggiungere al mese di maggio, diventato un po’ il mese dell’arte saluzzese, un calendario artistico con mostre di questo livello”. Chiara Gallo

 

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