Fondazione Crc presenta lo studio su tre aree naturali: “I parchi della Granda sono un’occasione di sviluppo”

16.07.2018

 

 

 

CUNEO -  Nella Granda ci sono tre aree protette di valenza regionale: i parchi di Alpi Marittime-Magureis (oltre 28 mila ettari, è tra i più grandi d’Italia), Monviso (8.300 ettari), il parco fluviale Gesso e Stura (altri 4.500 ettari). Contando anche i siti di interesse comunitario (Sic) e le zone di protezione speciale (Zps) che fanno riferimento alle tre aree, coprono il 15% di tutta la superfice provinciale: la media italiana è del 10%. I tre parchi sono gli attori principali di un turismo che è sempre più slow, green, sostenibile. Le tre zone protette, che insieme sono più estese di tutta la provincia di Biella, sono state studiate in un quaderno della Fondazione Crc presentato allo Spazio incontri di via Roma.

L’analisi

In oltre 130 pagine lo studio racconta storia, fonti di finanziamento, legislazione, ma anche la salvaguardia ambientale e lo sviluppo socio conomico, con un focus sul binomio “parchi e turismo”. Il quaderno è stato realizzato dall’associazione Dislivelli e da Dmo Piemonte, un’agenzia della Regione. L’assessore regionale all’Ambiente Alberto Valmaggia, nelle conclusioni, ha spiegato: “Il sistema dei parchi della provincia di Cuneo è un esempio per tutte le altre aree piemontesi. Sta finalmente passando il concetto di parco come opportunità di sviluppo, non più solo come vincolo di tutela. Le suggestioni che emergono da questo quaderno vanno ora tradotte in nuove strade da esplorare”. Federica Corrado dell’associazione Dislivelli: “Storicamente la montagna cuneese ha dimostrato di saper essere innovativa, ma si deve ancora lavorare sulla creazione di reti, collaborazioni, sinergie”. Questo è uno dei punti più carenti su cui stanno lavorando attori diversi: come ha ricordato la studiosa “i parchi sono realtà a geometria variabile su cui insistono anche Comuni, Unioni, Gal, bacini imbriferi”.

Il turismo

Nella ricerca sono stati anche analizzati alcuni dati sul turismo, anche grazie a 650 questionari sottoposti ai visitatori: nel 2017 i parchi provinciali hanno registrato 143 mila arrivi e 583 mila presenze.  Cristina Bergonzo di Dmo Piemonte ha detto: “Il 72% dei turisti nei tre parchi spende in media meno di 50 euro al giorno. I luoghi di visita sono raggiunti quasi sempre con mezzi propri, dormendo nelle seconde case. Alcuni visitatori hanno lamentato la difficoltà a raggiungere con mezzi pubblici come bus e treni alcuni dei siti più interessanti”.

I tre responsabili

Paolo Salsotto, presidente del parco Alpi Marittime (che partecipa a una candidatura internazionale con Francia e Principato di Monaco per far diventare le Alpi del Mediterraneo “patrimonio mondiale dell’Umanità” sotto l’egida dell’Unesco): “Da 30 anni il parco, in forme diverse, lavora per la promozione di un territorio unico a cavallo tra Francia e Italia: un esempio di collaborazione costruttiva e sinergia ancora più importante in un periodo segnato da tensioni transfrontaliere”. Gianfranco Marengo, presidente del parco del Monviso (che dal 2013 è “riserva della biosfera transfrontaliera” sempre sotto il cappello dell’agenza Onu dell’Unesco): “Al centro delle nostre attività ci sono identità e senso di appartenenza, coinvolgendo giovani, scuole, volontariato”. Infine Luca Gautero, del parco fluviale Gesso e Stura (nato nel 2007, è il più “giovane” delle tre aree): “L’area protetta è nata da un’idea dei cittadini ripresa e sostenuta dalle amministrazioni comunali. Tema centrale è l’educazione ambientale: permette di trasformare i parchi in laboratori a cielo aperto”.

Prospettive

Nel quaderno di legge inoltre che “in un periodo storico caratterizzato dai cambiamenti climatici e dallo sfruttamento delle risorse del pianeta è più che mai urgente incentivare la promozione di politiche collaborative per uno sviluppo intelligente e sostenibile”.
Il progetto di ricerca ha coinvolto gli Enti di gestione dei parchi e i principali attori istituzionali, economici, sociali e turistici del territorio, delineando linee guida d’intervento per il futuro: il parco come elemento identitario percepito dalla comunità e come motore di sviluppo.
Nell’introduzione il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta aveva spiegato: “La valorizzazione dei parchi permette di agire su due fronti: tutela ambientale e sviluppo socio-economico. Il tema dello sviluppo locale, con un’attenzione particolare alle aree montane oggi marginali, delle quali vorremmo parlare in futuro come aree pienamente sviluppate, è centrale per l’attività della Fondazione di Cuneo. Coniugare la competitività e lo sviluppo sostenibile, attraverso la tutela dell’ambiente e del paesaggio, la valorizzazione della montagna e la promozione turistica, senza dimenticare il sostegno alla ricerca e all’innovazione, sono gli obiettivi delle nostre attività”. E per la questione del Tenda Bis ha parlato di “tragedia nazionale”, aggiungendo: “In una provincia che vive di collegamenti è disastroso non poter programmare l’attività contando su comunicazioni funzionali ed efficienti tra Piemonte, Liguria, Costa Azzurra”.
Lorenzo Boratto

 

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