Reschigna rassicura: "Castellar non perderebbe la sua montanità"

02.07.2018

 

 

 

SALUZZO - Una serata voluta dalle due amministrazioni di Saluzzo e Castellar per chiarire le ragioni del “sì” alla fusione per incorporazione, si è svolta venerdì scorso alla presenza dei sindaci, Calderoni e Demarchi, e dell’assessore regionale al bilancio, Aldo Reschigna, e del consigliere regionale, Paolo Allemano. Ad aprire gli interventi è stato l’assessore regionale Aldo Reschigna che ha voluto fare alcune precisazioni in merito all’iter: “Voglio fare un po’ di chiarezza perchè durante l’incontro a Pagno sono state date alcune informazioni errate - ha spiegato l’assessore -. Prima di tutto sul procedimento. Esistono due tipologie di fusione, quella normale e quella per incorporazione.  In quella normale i due Comuni formulano la richiesta alla Regione, la quale indice il referendum consultivo tra le popolazioni interessate. All’esito si decide se approvare o meno la legge regionale”. Non è il caso di Castellar e Saluzzo. “Qui siamo nella procedura per incorporazione, il referendum lo organizzano i due comuni. Sulla base del referendum spetta ai due consigli decidere se mandare avanti il progetto o no. Solo a quel punto la Regione interviene e non è che si tiene conto solo del referendum del comune più grande”. L’altra questione che l’assessore ha voluto chiarire è quella relativa al mantenimento della montanità: “Il comune che nasce dalla fusione per incorporazione non sarà montano. Sul piano economico le aziende che operano all’interno del comune di Castellar continueranno a beneficiare degli strumenti agevolativi del Psr nei confronti delle aziende, ma non c’è un effetto di trascinamento per cui le aziende agricole saluzzesi beneficiano delle stesse agevolazioni”. Sull’atteggiamento della Regione nei confronti delle fusioni Reschigna ha poi dichiarato: “La Regione riconosce che deve essere un’iniziativa autonoma dei comuni, non un’imposizione. Ma quando nascono nuove realtà dalle fusioni, è giusto che la Regione sia vicina ai sindaci. Da un lato c’è la volontà di rispettare le comunità e le amministrazioni locali, dall’altro la consapevolezza di quanto sia difficile oggi continuare a erogare livello di servizi in modo adeguato. Le agevolazioni derivanti dalla fusione sono importanti e durano per dieci anni. Sono progetti per il futuro in un’ottica di dare prospettiva ai Comuni affinché eroghino servizi alle proprie comunità”. Un’obiezione rilevante sollevata anche durante il convengo a Pagno riguarda il mantenimento dell’identità del paese “Ho riflettuto molto su questo aspetto - ha concluso Reschigna -. Se sono valori importanti quelli in cui crede una comunità, l’identità è garantita nel tempo, non si perde. La fusione per incorporazione ha la capacità di poter garantire al Comune più piccolo elementi di tutela e di rappresentanza come ad esempio il Municipio. Il vero problema oggi è che le province non ci sono più, i territori devono attrezzarsi per contare, unendosi tra di loro”. “La macchina amministrativa si sta inceppando - ha aggiunto il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni - e non può essere il volontariato a sistemare le cose. L’obiettivo è la riorganizzazione e l’investimento nei servizi per la popolazione. Castellar avrebbe il suo sindaco e sarebbe rappresentata dai suoi consultori all’interno del Consiglio comunale”. Il Municipio rimarrebbe aperto per alcuni servizi, i cittadini castellaresi e saluzzesi potranno recarsi nelle tre sedi al Palazzo Civico, al Palazzo Italia e  all’attuale Comune di Castellar  per servizi di sportello a cui si aggiungerà un’apertura settimanale per le pratiche edilizie. Un po’ evasivo sulla valutazione del referendum il sindaco di Castellar Eros Demarchi “Vogliamo dare la possibilità alla popolazione di prendere in considerazione la fusione e abbiamo invitato altri due Comuni per valutare un progetto più vasto. Ma prima di tutto intendiamo dare l’opportunità di scegliere”. A supportare la causa dei “sì” anche il Consigliere regionale, Paolo Allemano: “Mantenere i piccoli comuni è una cornice romantica che non serve, il ruolo del Comune è quello di dare servizi ai cittadini. Ciò che fa la comunità sono le persone”. Chiara Gallo

 

 

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