Conclusa l'operazione "Macedonia": arresti per favoreggiamento all'immigrazione clandestina

25.06.2018

 

 

CUNEO - L’attività investigativa è iniziata nel mese di febbraio 2017, quando personale dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Alba ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di due cittadini macedoni responsabili di decine di furti in abitazioni e nei garage, recuperando numerosa refurtiva. I due stranieri sono stati trovati in possesso di documenti di identità della Repubblica Ceca risultati contraffatti. Entrambi gravati da sospensione e revoca della Patente Italiana per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, grazie ai documenti falsi erano in grado di condurre autoveicoli eludendo i controlli delle forze di polizia. Le Carte di Identità valide per l’espatrio, inoltre, permettevano loro di soggiornare liberamente in ogni Stato membro dell’Unione Europea. Da quel momento ha avuto inizio un’attività investigativa, promossa dai Carabinieri della Compagnia di Alba in collaborazione con i militari del Reparto Operativo di Cuneo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti (dott. Nicola) che ha permesso di individuare un gruppo di cittadini macedoni stanziali nella provincia di Cuneo, che si occupava del reclutamento e dell’illecito ingresso in Italia di manodopera extracomunitaria (per lo più di origine macedone o albanese) con la sua successiva regolarizzazione in territorio nazionale attraverso il reperimento di falsi documenti di identità. Dalle indagini eseguite, infatti, è emerso che il sodalizio, dopo essersi procurato i documenti bulgari contraffatti, li presentava presso le Agenzie delle Entrate competenti, ottenendo l’assunzione dei soggetti come lavoratori comunitari presso cooperative create ad hoc durante il periodo della raccolta dei prodotti agricoli, ovviando alla politica dei flussi migratori in atto. La successiva analisi investigativa svolta presso le Agenzie delle Entrate del territorio e gli uffici anagrafe dei Comuni, ha permesso di riscontrare che il 63% dei cittadini macedoni identificati nel corso dei servizi coordinati svolti dai competenti Comandi dei Carabinieri, è stato trovato in possesso di una Carta di Identità falsa, prevalentemente dello Stato della Bulgaria. Parallelamente è stato verificato che i documenti contraffatti sono stati richiesti, oltre che dagli operai stagionali – incensurati – anche da persone gravate da precedenti di polizia, in modo da poter continuare a delinquere eludendo i controlli delle Forze di Polizia. I vantaggi dell’illecita procedura infatti, sono quelli di poter: circolare e soggiornare liberamente in ogni Stato UE; ottenere la Tessera Sanitaria ed il Codice Fiscale; ottenere la Tessera Sanitaria ed il Codice Fiscale; lavorare liberamente, senza dover sottostare alle prescrizioni imposte dagli annuali Decreti Flussi; usufruire dell’indennità di disoccupazione e garantirsi la possibilità di richiedere un futuro contributo pensionistico a tassazione agevolata. All’operazione svolta martedì 19 giugno, cui hanno partecipato oltre 120 militari della Compagnia di Alba e del Nucleo Investigativo di Cuneo, che hanno curato le indagini in stretto collegamento con il Centro di Cooperazione di Polizia e doganale di Chiasso, con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Cuneo, e di personale di rinforzo del Comando Provinciale di Cuneo ed Asti e della Polizia Locale di San Damiano d’Asti. I sospettati sono stati tratti in arresto, in esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Asti  i responsabili dei descritti traffici illeciti, ai quali è stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato dell’ingresso illegale di cittadini stranieri irregolari aggravato dall’utilizzo di documenti falsi, dal numero di stranieri e dall’esistenza fittizia di un rapporto di lavoro. Sono state eseguite 45 perquisizioni personali e locali in numerosi comuni delle province di Cuneo ed Asti a carico di cittadini macedoni a carico dei quali, a seguito degli accertamenti presso gli Uffici delle Entrate e le anagrafi comunali, sussistevano dubbi in ordine alla genuinità dei documenti di identità presentati. Nel corso delle stesse perquisizioni sono stati tratti in arresto, in flagranza di reato, 13 cittadini macedoni trovati in possesso di carte di identità bulgare risultate false. Nel corso dell’intera attività investigativa sono stati realizzati i seguenti risultati operativi: 2 arresti in flagranza di reato per furto in abitazione; una cattura di latitante internazionale bloccato al confine con l’Austria; un individuazione di latitante e contestuale emissione di mandato di arresto europeo; quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere; una sottoposizione all’obbligo di presentazione alla P.G.; trenta rresti in flagranza di reato per possesso di documenti falsi validi per l’espatri; 171 persone, tra cui due italiani, deferite all’autorità giudiziaria per possesso di documenti contraffatti validi per l’espatrio, ricettazione, furto aggravato, illecita permanenza nel territorio dello Stato , truffa, detenzione di stupefacenti , contrabbando di sigarette.

 

 

 

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