Maltempo nel cuneese: l'agricoltura va a rilento

18.06.2018

 

 

CUNEO - Un’estate che parte in salita per l’agricoltura, con pioggia e grandine che minano i raccolti. Tra le zone più colpite nel cuneese Busca, Dronero, Caraglio, Tarantasca e nel monregalese, Villanova e Frabosa, si fa la conta dei danni in una stagione che ha visto nei primi cinque mesi del 2018 scendere oltre il 20 per cento in più di pioggia rispetto ai dodici mesi dell’anno scorso. Secondo i dati della Coldiretti il Po e tutti i suoi affluenti sono ingrossati da ormai più di un mese e sono costantemente monitorati: i terreni sono saturi d’acqua e ogni nuovo evento potrebbe causare smottamenti a monte e inondazioni a valle. Anche la fondazione di ricerca Agrion in queste ultime settimane ha monitorato con attenzione la situazione ed esprime le preoccupazioni maggiori per le ciligie, il settore cerialicolo e più avanti per la raccolta di albicocche e kiwi.

Agrion

I danni, nelle zone più colpite, sono pesanti per tutti i settori, ma frutticoltura e cerealicoltura, in primis, così come le produzioni orticole, piccoli frutti, nocciole e vite, come conferma anche Giacomo Ballari, presidente Agrion: “Il danno più consistente sarà sicuramente per le aziende cerialicole e zootecniche. Il mais ad esempio è quasi del tutto compromesso, ha patito molto e in molte zone stanno seminando adesso, con due mesi di ritardo, il fieno quasi nessuno è riuscito a farlo e il grano ha subito enormi danni, parliamo di 50 o 60% di produzione in meno. Il tutto ovviamente avrà ricadute sugli allevamenti”. Per quanto riguarda il settore strettamente frutticolo, Ballari segnala i danni maggiori alle coltivazioni di ciliegie: “La pioggia le ha spaccate quindi abbiamo un calo significativo della raccolta - spiga il presidente di Agrion -. E’ la coltivazione che ha patito di più, con conseguenze notevoli sui prezzi di vendita”. Altre varietà che hanno patito l’arrivo di queste precipitazioni inaspettate: “Il melo ha un po’ meno carico rispetto agli anni scorsi, così come il pesco. La preoccupazione principale resta per il ritardo nella crescita e sui lavori nelle aziende agricole. E’ ancora presto per fare un cacolo sul fatturato, tuttavia possiamo fare una stima indicativa di un calo del 10-15%. Se ora il tempo si mette al bello, siamo ancora in tempo per recuperare, anche perchè le piante quando hanno meno carico tendono poi ad avere comunque frutti più grandi. E’ ancora presto per capire quali sono i danni effettivi sull’economia”. A rilento di conseguenza anche le assunzioni temporanee per la raccolta della frutta. A Saluzzo al dormitorio degli stagionali sono in molti a non trovare ancora un’occupazione rispetto all’anno scorso: “Sicuramente c’è stato un calo delle assunzioni dei lavoratori stagionali - conferma Ballari-- direi intorno a un 6-7%”. Ma al di là delle raccolte estive a destare preoccupazione secondo Agrion sono le coltivazioni di albicocche, colpite duramente dal gelo di quest’inverno, e i kiwi sui quali, con l’aumento delle piogge, si prevede un ritorno della batteriosi. “Se per il resto della frutta non prevediamo una differenza così abissale rispetto agli anni scorsi, per il kiwi sarà di nuovo un anno difficile, specie nelle zone collinari dove c’era stata più produzione, oggi si contano pochi fiori”.

Coldiretti

Secondi dati della Coldiretti, invece, la percentuale di perdita del prodotto si attesta sul 30 – 40% per il frumento, per quanto riguarda la frutta, in particolare per pesche e mele negli impianti dove le reti hanno resistito, è quantificabile intorno al 20 - 30 %. “Il lavoro agricolo è un’attività a cielo aperto, senza tetti e protezioni, quando accadono fenomeni come questi, insieme ai numerosi altri ripetutisi negli ultimi mesi in tutta la Provincia, è tanta la desolazione e lo sconforto da parte di imprenditori che si vedono portare via in pochi minuti il lavoro di un anno e spesso anche di più anni quando si tratta di impianti frutticoli – commentano Tino Arosio e Bruno Rivarossa di Coldiretti Cuneo -. Si capisce allora perché affrontare il tema dei cambiamenti climatici per gli agricoltori abbia un significato del tutto particolare, così come appare ancora più inaccettabile il danno provocato dalla burocrazia per il mancato pagamento dei rimborsi alle imprese agricole di circa 25 milioni di euro per l’assicurazione delle colture”. Dopo la terza grandinata in poche settimane, in molto impianti le reti non hanno retto, il che significa azzerare per molte aziende l’intero raccolto della frutta. Al mancato raccolto, si aggiungono i costi per ricostruire gli impianti, senza contare che nei campi erano già pressoché concluse le operazioni colturali. “Questi fenomeni per quanto drammatici non devono trasformarsi in occasioni per piangersi addosso o per richiamare atteggiamenti pietistici – conclude Coldiretti Cuneo - ma possono trasformarsi in una utile occasione per rimettere al centro dell’attenzione dei consumatori e dei cittadini il ruolo dell’agricoltura e per accrescere ancora di più la loro preferenza nelle scelte di acquisto di cibo dei nostri agricoltori sugli scaffali e nei mercati contadini di Campagna Amica”. Chiara Gallo

 

 

 

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