Castellar-Saluzzo: c'è chi dice "no"

18.06.2018

 

 

SALUZZO -  l 15 luglio è la data individuata per il referendum consultivo che chiede ai cittadini saluzzesi e castellaresi di esprimersi favorevoli o contrari all’incorporazione delle due città. Se la fusione avverà entro il 2018 il piccolo comune della Valle Bronda e l’ex capitale del Marchesato avranno diritto a un incentivo economico statale per dieci anni pari a 1.782.248 euro, un incentivo regionale una tantum pari a 130 mila euro e un incentivo regionale per cinque anni pari a 26 mila euro. Il tutto senza perdere le preziose agevolazioni per aziende e cittadini della montanità, che non andrà persa. Tutti d’accordo quindi? Non esattamente. Qualche settimana fa è nato il Comitato “Una Valle Unita” che in poco tempo ha raccolto 440 firme tra cittadini di Pagno, Brondello e Castellar per rallentare questo processo dal loro punto di vista non strettamente necessario. “Il Comitato è nato spontaneamente per tenere unita tutta la valle Bronda - spiegano dal Comitato -. Non neghiamo che una fusione possa essere utile, ma ci sembra molto più sensata tra i tre comuni della nostra valle: Pagno, Brondello e Castellar”. In questo caso però i contributi che andrebbero a ricevere sarebbero meno: “Questo è vero, ma abbiamo davvero bisogno di tutte questi soldi? E soprattutto come saranno poi distribuiti? I nostri enti sono già molto legati tra loro, abbiamo le scuole insieme, un depuratore comune, perchè unirsi a una città grande come Saluzzo con il rischio di perdere, magari non subito, la nostra montanità? Tale condizione resterà solo fino alla fine del Psr, tra due anni. E dopo? Pagheremo come Saluzzo? Capiamo che adesso le due amministrazioni abbiano fretta di chiudere entro il 2018, però devono capire che hanno dato alla cittadinanza tre mesi di tempo per capire cosa stesse succedendo e digerire questa situazione. Hanno fatto tre incontri con la popolazione quando in realtà hanno già deciso”. Per il Comitato però non è troppo tardi per fare marcia indietro: “A Verbania anche si era palesata la possibilità di fusione con il comune di Cossogno, ma al referendum la popolazione ha votato contro e non si è più andati avanti”. A fine giugno il Comitato ha garantito un incontro con la popolazione per presentare le ragioni di chi preferirebbe una valle più unita, ma senza Saluzzo. “Non neghiamo la vicinanza con la città e non neghiamo il fatto di essere anche saluzzesi, ma forse prima dobbiamo consolidare meglio il nostro territorio”. Chiara Gallo

 

 

 

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