Caccia: a settembre non si spara di domenica

12.06.2018

 

CUNEO- Niente spari a settembre di domenica. E’ l’accordo raggiunto in Regione dopo lunghe trattative sul discusso disegno di legge sulla caccia, atteso dal 2012. Con l’approvazione dell’emendamento 308, presentato dai capigruppo di maggioranza, il Consiglio regionale ha deciso la proibizione di cacciare la domenica, almeno per il mese di settembre. Il Piemonte diventa così la prima regione italiana ad adottare questo tipo di provvedimento. Una decisione presa, da un lato, per impedire incidenti e così tutelare chi durante la pausa settimanale si reca nei bochi per svagarsi e fare passeggiare quando ancora il clima lo consente e, dall’altro, le specie messe più a rischio dall’attività venatoria. Il divieto vale soltanto per il mese di settembre e la maggioranza è arrivata a questa decisione dopo un’ampia concertazione tra le varie istanze proposte anche dall’opposizione, cioè il divieto generalizzato sollecitato dal Movimento 5 stelle e la richiesta da parte del centrodestra di non non limitare l’attività venatoria domenicale. L’approvazione dell’intero testo della riforma della caccia è prevista per martedì 12 giugno con il contingentamento dei tempi. Al suo interno si prevede anche il divieto di cacciare 15 specie tra cui 11 anatidi, il merlo, l’allodola, la pernice bianc ae la lepre variabile. Secondo i rappresentanti del Pd la funzione nel legiferare è quella di tutelare il patrimonio avifaunistico e non l’attività della caccia. Molti interventi della maggioranza hanno espresso l’auspicio che adesso il governo possa intervenire a livello nazionale per un divieto più generalizzato. A parere del Movimento per la sovranità nazionale, questa è stata una scelta di alcuni prettamente idelogica, fatta da persone che conoscono poco l’attività venatoria. C’è molta città e poca conoscenza del mondo rurale e del legame tra mondo venatorio e mondo agricolo in questa legge. Il M5s ha votato favorevolmente all’emendamento 308 sottolineando che avrebbe preferito maggiori restrizioni, ma che il segnale dal loro punto di vista è positivo. Soddisfatto l’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero: “La nuova legge è innovativa perchè coniuga la tutela della fauna con l’attività venatoria, aggiornandola ai nuovi scenari che si sono determinati con il proliferare della fauna selvatica dannosa non solo alle coltivazioni ma anche alla incolumità dei cittadini”. 

 

La rabbia dei cacciatori 
Non dello stesso avviso i cacciatori che minacciano battaglia per una decisione che a loro avviso pare incredibile: “Mi sembra assurdo vietare la caccia di domenica - spiega   il presidente di Federcaccia Cuneo Giacomo Gioda -. Noi cacciatori prestiamo sempre il massimo dell’attenzione, dopodichè gli incidenti possono capitare, ma non è che per l’errore di un singolo bisogna far pagare tutti gli altri”. La decisione presa della Regione mira alla preservazione dell’ambiente avifaunistico, ma anche su questo punto i cacciatori restano perplessi: “Siamo sempre stati i primi a fermare l’attività venatoria nei confronti delle specie più a rischio di estinzione- continua Gioda -. Basti pensare alla pernice bianca, ancora prima dell’intervento della Regione, abbiamo smesso la caccia a questa specie. Fermo restando che il rischio per alcuni animali non è dovuto alla caccia ma ad altri fattori, un ambiente che non è più favorevole impedisce il prosperare di alcune specie”. Il Piemonte è l’unica Regione al momento che ha adottato questa misura di controllo sull’attività venatoria “Non vedo perchè la Regione debba essere più restrittivo dello Stato o dell’Unione Europea, certamente come Federcaccia prenderemo posizione conotro questa decisione e continueremo le nostre battaglie legali”. 

 


Gli animalisti 
Ma l’insoddisfazione per la legge è anche da parte degli animalisti. Nelle scorse settimane infatti la Lac, di concerto con le altre associazioni animaliste, ha presentato al presidente della Regione, Sergio Chiamparino, un dossier dedicato alle vittime della caccia 2016-2017, con i picchi durante le domeniche, insieme a 3 mila firme raccolte per impedire l’attività venatoria durante la domenica e nei giorni festivi e “restituendo la tranquillità a tutte quelle persone che vivono nella natura il giorno festivo”. La battaglia è sull’intero disegno di legge che secondo gli animalisti non tutela a sufficienza la fauna a rischio di estinzione. “Sono rimaste cacciabili le specie della tipica fauna alpina a rischio di estinzione (gallo forcello e coturnice), è stata aumentata la percentuale di foranei ammessi a cacciare in Piemonte, sono stati confermati i comitati di gestione degli ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini (ATC e CA) come soggetti di diritto privato nonostante amministrino un bene pubblico come la fauna selvatica, è stata messa la pietra tombale sul legame cacciatore-territorio e favorito il nomadismo di rapina consentendo ai cacciatori di iscriversi a più ambiti di caccia, continueranno ad essere consentiti i ripopolamenti “pronta caccia” con animali d’allevamento inadatti ad essere inseriti nell’ambiente naturale, verrà favorito il “turismo venatorio” a scapito degli interessi di altre categorie.”

 Chiara Gallo 

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