Fusioni di Comuni: opportunità per il futuro?

21.05.2018

CUNEO - La fusione e l’incorporazione dei Comuni è un tema al centro del dibattito politico cuneese. Ad avviare questo percorso che consente prima di tutto di reperire maggiori fondi statali sono stati per il momento quattro Comuni della Granda: Busca e Valmala e Castellar e Saluzzo.

 

Castellar-Saluzzo

Nel piccolo comune della valle Bronda sono state avviate le pratiche per poter procedere a un’incorporazione con la capitale dell’ex Marchesato saluzzese. Dopo alcuni incontri informativi con la popolazione, la scorsa settimana il sindaco Eros Demarchi ha indetto una conferenza stampa in cui ha illustrato i motivi che spingono l’ente a ponderare questa scelta. Alla base c’è la preoccupazione dettata dal bilancio di previsione del 2018, che pareggia a 290 mila euro, una spesa che il comune di Castellar non può sostenere con due dipendenti, l’aumento della burocrazia e delle incombenze per gli stessi e la gestione e manutenzione del territorio. “E’ responsabilità dell’Amministrazione - sostengono gli Amministratori - pensare a nuove soluzioni, perché sarebbe da irresponsabili pensare di poter andare avanti sperando in miracoli, tagliando e riducendo i pochi servizi che si riescono ad offrire”. Da qui la decisione di ricorrere alla fusione tramite incorporazione, ovvero quel tipo di fusione che secondo la legge Delrio consente a uno o più comuni di essere “incorporati in un altro Comune che estenderà i propri confini inglobando i territori degli altri Enti interessati” ma senza cancellarne l’autonomia. Se la fusione andasse a buon fine entro il 2018 darebbe diritto a un incentivo economico statale per dieci anni pari a 1.782.248 euro, un incentivo regionale una tantum pari a 130.000 euro e un incentivo regionale per cinque anni pari a 26 mila euro. Di questo ammontare una quota proporzionale fissa e non più negoziabile spetta al territorio ed alla comunità di Castellar. La richiesta fatta al Comune di Saluzzo per la fusione è in realtà arrivata un po’ in ritardo perchè l’Amministrazione voleva assicurarsi il mantenimento della montanità con le conseguenti agevolazioni per il mondo agricolo di cui i cittadini e le aziende di Castellar godono oggi. Saluzzo non sarà più considerato un comune di pianura, ma parzialmente montano, non sarà perciò presente l’imu sui terreni e saranno validi i privilegi delle aziende agricole, in sostanza non cambierebbe nulla per il comparto agricolo. Gli altri aspetti vantaggiosi sono tra gli altri il mantenimento del Municipio e dello sportello aperto al pubblico, oltre alla garanzia della presenza di personale e l’esecuzione di lavori di manutenzione, la salvaguardia degli attuali servizi a livello di Valle Bronda, il supporto per la festa degli Spaventapasseri. Aspetto meno positivo quello sulla Tari, al momento meno cara su Saluzzo, mentre a Castellar priva di agevolazioni, ma il sindaco Calderoni ha anche assicurato “Avvieremo un tavolo tecnico politico per agevolare la questione tributaria e per attuare i benefici della tariffe degli attuali saluzzesi, in modo da estendere le agevolazioni su diverse tariffe”. Il sindaco Demarchi ha voluto precisare durante la conferenza che il Comune di Castellar “non è in una situazione di dissesto economico, l’ente è sano e sono stati estinti tutti i mutui in dieci anni. Se si potesse conservare l’autonomia non verrebbe presa in considerazione alcuna ipotesi. Il paese continuerà a far parte della Valle Bronda perchè l’identità di un territorio non è rappresentata dal Comune ma dalla comunità”. Per quanto riguarda le reazioni dell’Amministrazione comunale di Pagno con cui inizialmente si era pensata una fusione gli Amministratori hanno ribadito che la decisione non è contro nessuno “Abbiamo appreso le reazioni di Pagno dai media, per poi ricevere copia di una delibera dell’Amministrazione dove ci è stato comunicato che le uniche politiche previste dal Comune siano quelle di Valle”. Assenti alla conferenza stampa le consigliere comunali di opposizione: “Dopo una prima reazione di rifiuto abbiamo valutato con attenzione e scrupolo le motivazioni - spiegano in unanota Rita Pavan e Serena Borretta - abbiamo voluto gli incontri perché tutti sapessero e si confrontassero. Si valuterà la volontà popolare. La fusione non annullerà la nostra identità. Appoggiamo la scelta della maggioranza augurandoci che altri comuni Valle Bronda possano seguirci”. Assente anche Liliana Borretta, consigliera di minoranza, la quale in occasione della conferenza stampa non ha tuttavia lasciato comunicazioni in merito. Per dare seguito alla fusione ora, dopo la già avvenuta modifica degli statuti comunali, si procederà ad indire il referendum popolare, il cui esito passerà, a sua volta, nuovamente in Consiglio comunale. Le ipotesi sono o luglio o più facilmente settembre.

 

Busca-Valmala 
Gli altri due enti proiettati verso la fusione sono Busca e Valmala. Secondo i comuni l’azione di fusione è intesa per unire le forze e così gestire meglio il territorio. Per questo motivo è stato organizzato un momento di confronto con la cittadinanza  per illustrare le difficoltà organizzative e finanziarie che devono affrontare gli amministratori locali, sindaci e presidenti di Provincia in questo momento e la fusione per incorporazione fra comuni della provincia di Cuneo di Valmala con Busc a possa rappresentare una soluzione. Durante l’incontro sono stati evidenziati i vantaggi delle fusioni fra comuni, riassunti principalmente in un miglioramento del livello di qualità e quantità di servizi per le collettività, nel rispetto dell’identità e della storia delle singole comunità scelgono di unirsi. Una lungimiranza più da statista che da politico è stata riconosciuta al sindaco di Valmala che ha avviato l’iniziativa della fusione, vedendo in essa la vera ed unica opportunità di crescita e di progettualità per il suo piccolo comune di montagna. Sono anche stati forniti alcuni numeri che avvalorano l’opzione dell’accorpamento: dall'entrata in vigore della legge Delrio sulla fusione dei Comuni che prevere misure agevolative e incentivi, il numero dei comuni italiani è infatti sceso da 8012 a 7939. In Piemonte, si è passati da 1206 a 1197, mentre sono in corso 13 nuove proposte di fusione, fra cui appunto la prima in provincia di Cuneo, tra Valamala e Busca, per incorporazione. “I Comuni piemontesi che hanno già cocnluso l'iter - ha detto Reschigna - si sono detti soddisfatti. In Regione tutti gli schieramenti politi sono a favore e si esprimo normalmente all'unanimità di fronte alle richieste, perchè la legge stessa prevede che esse siano spontanee e che includano forme capaci di mantenere le identità delle comunità che si uniscono, per la migliore gestione dei servizi e per avere maggiori opportunità di investimento”. “Per quanto riguarda la nostra fusione con Valmala  - ha tenuto a precisare il sindaco Gallo - essa è garantita dalla peculiarità del luogo, le piste  di sci da fondo e il santuario mariano più frequentato della diocesi sono due elementi che il comune allargato di Busca non potrà che valorizzare sul posto. Tutte le garanzie in merito entreranno a far parte dello Statuto comunale con l'istituzione del municipio di Valmala”. “Al di là degli incentivi economici  del processo di fusione - ha sottolineato il sindaco Picco - vorrei che fosse chiaro che la spinta principale che ci ha fatto muovere in questa direzione è soprattutto la possibilità di poter entrare a far parte di un Comune strutturato di una  grandezza tale, oltre diecimila abitanti, da pemettere una vera progettualità”. “Il territorio della provincia di Cuneo - ha detto il presidente Borgna - era costituito fino a qualche a decennio fa di molti centri montani con una popolazione relativamente importante, che si è drasticamente decimata. La fusione è uno degli strumenti per mantenere vive le terre alte, così come la gestione dei servizi associati e le unioni di comuni montani”.

Sulla Legge Delrio
La legge Delrio in materia di fusione dei comuni prevede due opzioni: la fusione ordinaria e quella di incorporazione. Quella ordinaria prevede che due o più comuni diano vita a un nuovo Ente sopprimendo gli originari, cancellando di fatto l’identità originaria degli enti. Quella di incorporazione invece, prevede che due o più comuni siano incorporati per l’appunto in un altro Comune che estenderà a quel punto i propri confini inglobando i territori degli altri Enti interessati. Questo genere di fusione dà diritto a incentivi economici di 10 annualità, rappresentanza e costituzione del Municipio per i Comuni soppressi e a una contrattazione tra gli enti interessati per il proseguo amministrativo sulla garanzia dei servizi con tanto di modifica allo statuto. Chiara Gallo

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