Due arresti per spaccio di droga, arrestato anche un uomo per maltrattamenti e violenza sessuale

11.05.2018

 

SALUZZO -  Misure cautelari nei confronti di due africani e un italiano che vivono nel Saluzzese. L'accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per l'italiano anche di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia.

 

L’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri di Saluzzo è partita nell’autunno del 2017, nel contesto del costante monitoraggio del fenomeno dello spaccio di droga nell’area Saluzzese. In particolare, è stato accertato che uno degli indagati di origine africana, già dimorante presso il campo del Foro Boario di Saluzzo, aveva avviato una fiorente attività di spaccio di stupefacenti del tipo hashish, marjuana e cocaina in favore di numerosissimi acquirenti del luogo, tra cui molti minorenni. Nel contesto delle attività d’indagine, è emersa inoltre, anche la figura di un altro straniero, anch’egli proveniente dal centro Africa, il quale era diventato il principale punto di riferimento della zona per lo spaccio della pericolosissima sostanza denominata “Crack”. La sostanza è ricavata tramite processi chimici dalla cocaina, con una base debole a base di bicarbonato o ammoniaca che rendono la sostanza pura. E’ infatti uno stupefacente altamente pericoloso, in grado di indurre elevata dipendenza e rapida assuefazione, nonché disinibire i principali centri di controllo del sistema nervoso centrale. Numerose le cessioni di droga documentate fino al mese di marzo 2018, che avvenivano sempre secondo le medesime modalità: il cliente telefonava allo spacciatore su utenze sempre diverse o gli inviava un sms con la richiesta di incontro; questi fissava il luogo dell’appuntamento o comunicava che avrebbe raggiunto l’acquirente a domicilio per consegnare la droga e ricevere il corrispettivo in denaro, variabile, a seconda della tipologia di sostanza. In alcune occasioni, gli abituali acquirenti,spesso anche minorenni, in cambio della dose, cedevano agli spacciatori oggetti vari, in molti casi anche telefoni cellulari. Infatti, nel corso delle perquisizioni eseguite a carico dei due indagati, oltre a 27 telefoni cellulari, alcuni provvisti di sim card, due tablet, un PC portatile, sono stati rinvenuti circa 900 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita di spaccio, e circa 6 grammi di cocaina, già suddivisain 11 dosi pronte per essere cedute. Diversi quantitativi di sostanza stupefacente erano stati già stati sequestrati ad alcuni acquirenti nel corso dell’indagine.

 

Gli approfondimenti investigativi sulle attività illcite dai due stranieri, hanno fatto poi emergere un quadro sconcertante, permeato di violenza e abiezione in ambito familiare e ai danni di minorenni da parte di un italiano. L'uomo, residente nel saluzzese, abituale consumatore di crack, acquistato in diverse occasioni da uno degli stranieri indagati, aveva avviato all’uso della pericolosa sostanza alcuni ragazzi minori di 18 anni, tra cui la figlia della propria convivente. In tale circostanza, un giovane che aveva appena assunto la sostanza, aveva accusato un forte malore e, pertanto, era stato ricoverato in Ospedale. Anche in questo caso, la particolare attenzione rivolta dai Carabinieri al fenomeno della diffusione delle droghe e alla correlata tutela dei minori, ha consentito di accertare in maniera puntuale etempestiva come l’uomo avesse spazziato diverse dosi di crack a giovani acquirenti. In molti casi, l'uomo assumeva la sostanza insieme a loro, arrivando a costringere due ragazze minorenni a subire atti sessuali, approfittando degli effetti destabilizzanti della droga.

 

Le attività investigative hanno inoltre fatto emergere che l’indagato aveva più volte maltrattato la propria convivente, con atti di violenza fisica e verbale, solo perché si era opposta con forza al suo stile di vita dissoluto, contestandogli di avere un’influenza negativa sulla propria figlia minore e sull’intero nucleo familiare.

 

Con le odierne misure cautelari è stato disposto per i due africani il divieto di dimora nella provincia di Cuneo e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, mentre all’italiano è stato applicato congiuntamente il divieto di dimora e di avvicinamento alle persone offese dal reato. Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a stabilire l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nelle attività illecite contestate e se vi siano altri minori dediti all’uso di droghe.

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