Una legge per salvare le famiglie dai debiti

07.05.2018

 

 

 

 

CUNEO - Sebbene la crisi economica che attanaglia l’Occidente abbia esaurito il picco massimo la situazione è ben lontana dal dirsi stabile. Troppe famiglie vivono oggi vicine alla soglia della povertà e non è poi così raro ritrovarsi di punto in bianco a fare i conti con la perdita del posto di lavoro proprio o di un congiunto, oppure con altri imprevisti finanziari che possono rivoluzionare la vita delle persone. È un attimo: salta una scadenza, si accumulano le rate del mutuo e tutto quello che fino al giorno prima era perfettamente sotto controllo diviene ora un peso che ti trascina a terra.Proprio per fare fronte a situazioni come queste, che troppo spesso hanno portato le persone a compiere gesti inconsulti perché incapaci di risolvere i problemi economici che li schiacciavano, il Governo Monti ha introdotto la legge 3/2012, meglio conosciuta come legge “salva famiglie” o “salva suicidi”. Si tratta di una norma che consente ai debitori di accordarsi con i creditori per ottenere un dilazionamento del pagamento, e che ora trova le sue prime applicazioni anche in provincia di Cuneo.Nei giorni scorsi il giudice del Tribunale di Cuneo Natalia Fiorello ha accettato la proposta di una famiglia del cuneese per ripianare la situazione debitoria che era divenuta insostenibile. La famiglia è stata assistita dalla Casa del Consumatore del Piemonte che da anni, mediante i propri sportelli territoriali, assiste i debitori nella stesura dei piani di risanamento.“La situazione in origine era molto complicata”, spiega Stefano Santin, responsabile della Casa del Consumatore Piemonte e consulente della trasmissione Mi Manda Rai Tre. “Partivamo da una situazione debitoria molto alta, pari a 160.000 euro. La famiglia nonostante due redditi non riusciva a far fronte alle rate mensili che coprivano il 70% degli stipendi. Nel 2004 ha acquistato un immobile in Envie ma sono sorte difficoltà per la ristrutturazione, tali da indurli a contrarre altri prestiti oltre al mutuo. Nel 2011 la morte di uno dei componenti del nucleo familiare, oltre al peggioramento dello stato di salute di un altro familiare, hanno indotto i nostri assistiti a cedere l’immobile. Purtroppo la svalutazione immobiliare non ha consentito ai debitori di poter ricavare un importo tale da estinguere tutti i debiti, rimanendo ancora 160.000 da onorare”.La situazione finanziaria della famiglia cuneese non migliorava ed inutili sono stati i tentativi di rinegoziare i propri debiti con banche e finanziarie per ridurre le rate mensili.“Non riuscendo a pagare tutti i propri creditori”, prosegue Santin, “hanno iniziato a non pagare delle rate fino a ritrovarsi un pignoramento del quinto dello stipendio. A questo punto si sono rivolti alla nostra associazione per trovare una soluzione alla difficile situazione. Abbiamo applicato la legge 3/2012 proponendo il pagamento del 40% del monte debiti in cinque anni con rate mensili che hanno tenuto conto dei bisogni di sostentamento della famiglia. Siamo riusciti a far rientrare nel Piano del consumatore anche le cessioni del quinto dello stipendio ed il pignoramento. Il Tribunale di Cuneo ha riconosciuto la buona volontà dei nostri assistiti e ha approvato il piano di ristrutturazione dei debiti”.La legge salva famiglie è tuttora poco conosciuta dalle famiglie e dai piccoli imprenditori ma può essere una giusta soluzione per ritornare a vivere liberi dai debiti. “L’importante è farsi assistere perché l’iter non è facile”, conclude Santin, “per questo motivo abbiamo realizzato, come Casa del Consumatore, un progetto di assistenza ai debitori per supportarli nelle varie fasi”.È possibile contattare la Casa del Consumatore Piemonte per un consulto gratuito inviando una e-mail all’indirizzo: info@casadelconsumatore-piemonte.it.  Roberto Buffa 

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