Parlamentari in Provincia: Perosino, Bergesio, Taricco e Costa

09.04.2018

 

 

 

 

CUNEO - Servono tempi certi e decisioni rapide per le grandi opere incompiute della Granda: strade, autostrade, tangenziali, ma anche nuovi ospedali e ferrovia. Interventi che, in alcuni casi, sono attesi da decenni. Ma c’è l’impegno di alcuni parlamentari a “lavorare insieme per il bene del territorio, dismettendo la casacca di partito sulle questioni strategiche. Incontriamoci periodicamente”. Quattro degli otto eletti nella Granda il 4 marzo hanno incontrato la scorsa settimana (martedì 3 aprile) il presidente della Provincia Federico Borgna e alcuni consiglieri provinciali nella sala Giolitti di Cuneo. Erano presenti i tre senatori Marco Perosino (Forza Italia), Giorgio Bergesio (Lega), Mino Taricco (Pd) e il deputato Enrico Costa (eletto con Noi per l’Italia).  Prima dell’incontro, chiesto dalla Provincia, Borgna ha detto: “Tutti voi avete esperienza amministrativa in questo ente. Abbiamo chiesto di incontrarvi per sottoporvi i problemi che sono tanti: siamo più estesi della Liguria, con 250 Comuni che sono un presidio sociale e devono essere messi nella condizione di operare al meglio. I problemi infrastrutturali: completamento dell’autostrada Cuneo-Asti, cantiere del Tenda bis, tangenziale di Fossano, varianti di Cherasco, Demonte, Mondovì, ospedale di Verduno e quello che Cuneo vuole realizzare, i divieti al colle della Maddalena e in valle Roya ai Tir. Poi la Provincia: la riforma Delrio ha modificato il sistema di governo, ma è evidente la gravità del sottofinanziamento dell’ente che deve gestire 3.300 km di strade e 80 scuole. Servono fondi adeguati e risorse umane se vogliamo far ripartire il territorio”. Lo stesso Borgna ha “giustificato” gli altri quattro colleghi impegnati a Roma per i lavori della Camera: Monica Ciaburro, Fabiana Dadone, Flavio Gastaldi, Chiara Gribaudo. Ha detto: “I vostri colleghi sono a Roma per doveri d’aula mentre Costa ha anteposto il dialogo con il territorio ai suoi impegni parlamentari”. 

Le analisi 
Costa ha spiegato: “Tutti noi proveniamo dall’esperienza del Consiglio provinciale: ci ha permesso di conoscere da vicino i problemi del territorio. Le Province devono tornare a recuperare il rapporto diretto che avevano e non vanno lasciate sole. Fondamentale che le grandi opere tanto attese non siano ulteriormente rallentate dai contenziosi, come sta accadendo per il raddoppio del tunnel di Tenda”.  Ha proseguito Taricco: “Tante volte ci siamo trovati con “pacchetti” già pronti e scelti da altri come per la localizzazione dell’ospedale di Verduno o il percorso dell’autostrada Cuneo-Asti. Sul Tenda i fondi ci sono, ma c’è il rischio di un lungo contenzioso. Il sistema Province è da ridefinire in senso normativo”. Sono stati poi accennate alcune certezze: la vairinate di Demonte inserita nel piano Anas 2018 e quella di Mondovì che dovrebbe iniziare il prossimo anno.  Perosino (che è anche consigliere provinciale e sindaco di Priocca): “Alle Province servono finanziamenti adeguati, risorse umane e progettisti, possibilità di appaltare i lavori in tempi brevi. La legge 56, cioè la Riforma Delrio, va cambiata: torniamo ad eleggere i rappresentanti in modo diretto”. Sulle strade ha aggiunto: “Tanti lavori partono in queste settimane: salita Bergoglio e statale a Bra, strada per l’ospedale di Verduno. Ci sono 11 milioni dalla Regione: fatichiamo a utilizzarli perché manca l’accordo di programma”.
Poi Giorgio Bergesio: “Chiediamo un dossier dettagliato sulle criticità della Granda, in modo da poterci muovere in maniera coordinata: individuate le priorità. Ci sono problemi aperti importanti come la tangenziale di Fossano, che è un disastro: funziona a una sola corsia, vietata ai Tir. Serve una revisione generale della viabilità, anche di quella ordinaria. Vanno rivisti i finanziamenti alle Province, per strade, scuole e ambiente sul quale la Provincia è il primo interlocutore”. Bergesio ha anche ricordato la “situazione disastrosa anche di altre strade molto trafficate e fondamentali per i collegamenti, come la Savigliano-Saluzzo e la Saluzzo-Pinerolo”. Il riferimento era alla difficoltà della Provincia per riasfaltare le strade che deve gestire: da alcuni giorni il limite di velocità è stato ridotto da 70 a 50 km/h sulla Saluzzo-Pinerolo, tra Barge e Cavour nel Torinese. Inoltre anche tra Genola e San Lorenzo di Fossano si è passati da 90 a 50km/h. Il motivo: troppe buche sull’asfalto. Altre riduzioni dei limiti di velocità potrebbero arrivare. Nell’incontro in Sala Giolitti è intervenuto il vicepresidente della Provincia Flavio Manavella, che ha spiegato: “Il tratto di strada tra Saluzzese e Pinerolese da tempo deve passare all’Anas, ma il passaggio non si è ancora concretizzato. Così i tecnici della Provincia, anche per evitare processi penali in caso di incidenti, sono costretti a cautelarsi abbassando i limiti di velocità”. Manavella ha ricordato i fondi stanziati dal ministero alla Provincia di Cuneo per riasfaltare le strade: “Sono 2,1 milioni, insufficienti a garantire strade sicure. Dal 2019 saliranno a oltre 5 milioni ma per ora non bastano”. Lorenzo Boratto

 

 

 

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