Petrini e Pompili presentano le Comunità Laudato Si'

08.03.2018

 

 

SALUZZO - Prima uscita ufficiale per il duo Petrini-Pompili che hanno presentato all’Antico Palazzo Comunale di Saluzzo il progetto delle Comunità Laudato Si’ la cui prima sede sarà ad Amatrice. Un’iniziativa che parte dall’enciclica del 2015 di Papa Francesco in cui, di fronte ai disastri ambientali, come il terribile terremoto che ha devastato proprio Amatrice, si evidenzia la necessità di prendere una maggiore coscienza ambientale attraverso nuove politiche di ecologia integrale. Questo per far sì che non siano le classi sociali più in difficoltà a pagare le conseguenze di queste catastrofi naturali.

 

“La realizzazione delle comunità - ha spiegato il fondatore di Slow Food Carlo Petrini - siamo convinti porterà alla rigenerazione di un tessuto sociale sensibile. All’interno di queste strutture vogliamo sviluppare un sistema educativo che faccia capire che siamo sull’orlo del baratro e che dobbiamo intervenire ora. In questa terra martoriata, cuore della spiritualità italiana, che è Amatrice, dove la natura è stata matrigna, noi vogliamo costruire un luogo in cui diciamo che le vogliamo bene e che la rispettiamo”. 

 

La cittadina sarà dunque sede del centro studi internazionale denominato “Casa Futuro - Centro Studi Laudato Si’”. L’edificio ospiterà giovani per stage, scuole estive e percorsi di scambio e integrazione dedicati alla formazione. Le Comunità Laudato Si’, in seguito, potranno essere esportate in altre parti del mondo con lo scopo di promuovere un nuovo modello di pensiero e di trasmissione delle conoscenze. 

 

“Sarà un processo molto lungo, dobbiamo rigenerare un territorio che già prima era spopolato - ha aggiunto mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti -. La scommessa è quella di consentire alle persone di ritornare. Per fare questo dobbiamo appunto rigenerare il territorio e rigenerare vuol dire attingere alla storia più profonda di un luogo, è solo così che si rialza, se fa leva sulla sua natura più antica. Mi è sembrato importante fare della Casa futuro un segno di questa generazione. La lettura della realtà ci mette di fronte a un’equazione ovvia, cioè che oggi la giustizia sociale è legata alla sostenibilità ambientale”. La Casa futuro fa riferimento alla Casa Madre da 12 padiglioni realizzata da don Minozzi, dove alloggiavano gli orfani della Prima Guerra Mondiale. “In quest’area vogliamo creare uno spazio di educazione ambientale in cui declinare la teoria con la pratica ed qui che abbiamo l'aggancio con Slow Food - ha concluso Mons. Pompili -. L’obiettivo è di ricreare questo spazio per gli orfani di oggi, i giovani lasciati a se stessi ma che vogliano dare una mano. Una comunità che un giorno possa essere esportata come modello in tutto il mondo". Chiara Gallo

 

 

 

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