Schede elettorali: istruzioni per l'uso

26.02.2018

CUNEO - Alle prossime elezioni politiche del 4 marzo si voterà con la nuova legge elettorale e secondo la ripartizione nei nuovi collegi elettorali. I candidati concorrono in un sistema misto: l’assegnazione di 232 seggi alla Camera e di 116 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. L’assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale (386 e 193, rispettivamente per la Camera e per il Senato) avviene con metodo proporzionale in collegi plurinominali in cui sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto. La scheda è la medesima per la Camera e per il Senato. La scheda reca il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste per il collegio plurinominale. I contrassegni delle liste hanno riportati a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto espresso tracciando un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione, va a lui e nello stesso tempo viene ripartito proporzionalmente ai partiti che lo sostengono in base ai voti ottenuti nel collegio. Il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno del partito o della coalizione, va sia al candidato del collegio uninominale si al partito per  la parte proporzionale. Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato del collegio uninominale e un segno sul sottostante rettangolo contenente il contrassegno della lista, nonché i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale, il voto è comunque valido a favore sia del candidato uninominale sia della lista. Se invece l’elettore traccia un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo, in quanto per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non è previsto il voto disgiunto. Roberto Buffa 

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