Slot machine: lo scontro continua

18.12.2017

 

CUNEO - La legge regionale è la numero 9 del 2016, entrata in vigore in Piemonte lo scorso 20 novembre. Un provvedimento in tema di gioco d’azzardo definito comunemente “distanziometro”, che ha portato allo spegnimento del 70% delle slot machine sul territorio regionale: praticamente la totalità di quelle presenti in bar, tabaccherie ed attività cosiddette “generaliste” che si trovano nel raggio di 500 metri di distanza da una corposa lista di “punti sensibili” stabiliti dalla Regione (300 metri per i Comuni sotto i 5 mila abitanti). Nessuna restrizione immediata, invece, per le sale slot dedicate esclusivamente al gioco d’azzardo. Un giro di vite deciso - adottato nell’ottica della lotta alla ludopatia - che ha scatenato polemiche su più fronti. Aspre critiche erano arrivate già nei primi giorni dopo l’entrata in vigore da parte di Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, che aveva tacciato la Giunta piemontese di “proibizionismo”, sottolineando le perdite del gettito erariale che deriverebbero da una norma così restrittiva. Norma che secondo Baretta, inoltre, non rispetterebbe l’accordo Governo-enti locali stipulato lo scorso settembre, che prevedeva un taglio delle slot nell’ordine del 35%: il Piemonte, come abbiamo visto, è andato ben oltre, toccando il 70%. Sul piede di guerra, poi, i gestori delle attività che hanno dovuto spegnere le “macchinette” e che a causa delle mancate entrate rischiano di dover procedere a tagli del personale. Una protesta che è arrivata martedì scorso in via Alfieri a Torino, di fronte al Consiglio Regionale, dove centinaia di gestori hanno manifestato chiedendo alla Giunta un passo indietro. Nonostante le proteste e le pressioni del Governo, però, l’amministrazione non sembra intenzionata a tornare sui propri passi. Un nuovo incontro Governo-Regione era in programma giovedì 14 dicembre, ma è stato rinviato al 21 dicembre. Il Governo - lo ha fatto sapere lo stesso Baretta - non è intenzionato ad impugnare la legge, ma chiede al Piemonte una “pausa di riflessione”: una soluzione auspicata da Roma è la sospensione del provvedimento, come avvenuto in Liguria. Un nuovo tentativo di mediazione, come detto, avverrà giovedì, anche se la Giunta Chiamparino, ad oggi, non sembra essere disposta a “moderare” il provvedimento”. 
Andrea Dalmasso

 

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